12.11.2012 “Dove c’è un estintore mettiamo anche un defibrillatore”, Massimo Mandò fa il punto sulla prevenzione

118-3“Sono innumerevoli le vite che si possono salvare attraverso l’uso corretto di un defibrillatore”. A parlare è ancora una volta Massimo Mandò, direttore del 118 della Asl 8 di Arezzo che torna a fare il punto sull’importanza di riuscire a dotare la popolazione della formazione giusta e dei macchinari necessari per salvare innumerevoli vite.
In un anno, in provincia di Arezzo il numero di cittadini colpiti da malori o improvvisi arresti cardiaci varia dai 330 ai 350. Quasi una persona al giorno ha necessità di ricevere cure specializzate e soccorsi tempestivi che prevedono, in tutti casi, la presenza di un defibrillatore a porta di mano e personale con una formazione tale da risultare in grado di utilizzare correttamente il macchinario. In questo senso il 118 di Arezzo ha già intrapreso delle azioni mirate nel territorio, soprattutto all’interno delle scuole dove, si sono svolti numerosi corsi di formazioni Bls e Blsd per giovani cittadini. Ma avere una popolazione pronta non è sufficiente, servono più defibrillatori nelle strutture pubbliche.

“Malori cardiaci possono verificarsi ovunque – afferma Mandò – in paesi come il Giappone, la Germania e la Gran Bretagna, troviamo i defibrillatori automatici all’interno delle chiese, dei centro commerciali, li troviamo persino piazzati in corrispondenza dei distributori automatici di snack. Insomma, ovunque. Questo tipo di organizzazione in Italia ancora non esiste. Purtroppo le tanti morti legate all’assenza di defibrillatori non hanno ancora scosso l’opinione pubblica a tal punto di imporre la presenza di questi macchinari nei luoghi di grande affluenza. Usare i defibrillatori è semplicissimo e molto importante”.

In definitiva, secondo quanto auspicato dal direttore del 118, i defibrillatori dovrebbero diventare dei veri e propri elettrodomestici casalinghi.

“Continuiamo ad investire su questo tipo di prevenzione – afferma ancora Mandò – gli enti, le società e i cittadini continuino ad investire sull’acquisto di questo importantissimo macchinario. Soprattutto le comunità più isolate dai grandi centri urbani e dagli ospedali devono entrare nell’ottica di investire in questo strumento salva vita e dotarsene il prima possibile”.

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