21.10.2012 «Bovo defibrillato troppo tardi» Il medico: altro caso Morosini

MACERATA «Vigor Bovolenta è stato defibrillato troppo tardi. Con la moglie di Bovolenta e il legale della famiglia stiamo valutando la richiesta di un risarcimento alla società che gestisce il palazzetto di Macerata». Così il medico legale Alessandro Mattioli, incaricato dalla famiglia del campione di volley di seguire gli accertamenti dei periti nominati dalla procura di Macerata per far luce sulla morte del Bovo.
«Quello di Bovolenta è un caso sovrapponibile a quello del calciatore Piermario Morosini. Sicuramente c’è stata una mancanza di chance di salvarsi per Bovolenta, non dico che si sarebbe potuto salvare se ci fosse stato il defibrillatore al palazzetto, ma una defibrillazione rapida, a breve distanza dall’evento, sarebbe stata più efficace. A nostro parere i soccorsi non sono stati adeguati perché il defibrillatore al palazzetto non era presente, ma era sull’ambulanza» dice il dottor Alessandro Mattioli, che prima di esprimersi sulla vicenda ha preferito attendere i risultati della perizia medica disposta dalla Procura di Macerata.

Perizia affidata al medico legale Mariano Cingolani, al tossicologo Rino Froldi (i risultati tossicologici sono risultati negativi), e al professor Gaetano Thiene, cardiopatologo dell’università di Padova ed esperto di morti improvvise dovute a patologie cardiache.
«Adesso c’è l’ufficialità sulla causa della morte di Bovolenta. Si è trattato di una trombosi dell’arteria coronarica discendente destra, che è poi diventata una fibrillazione, una irregolarità del battito cardiaco» spiega Mattioli. In sostanza la fibrillazione è una sorta di aritmia, anche se l’alterazione del battito cardiaco che si produce è differente. La trombosi, sempre secondo la perizia della Procura di Macerata, si sarebbe generata «da una malattia arteriosclerotica particolarmente precoce, che Bovolenta poteva avere da anni. In qualche modo la patologia si poteva diagnosticare – prosegue Mattioli – su questo stiamo valutando con la famiglia anche la richiesta di ottenere un chiarimento da parte della Federazione italiana di pallavolo sui controlli cui vengono sottoposti gli atleti».
Nel 1998 Bovo, a causa di una forma di aritmia, aveva interrotto per 3 mesi l’attività agonistica. Lo scorso 24 marzo il campione di volley è stato colpito da malore mentre si trovava al palasport di Macerata, per disputare una gara di serie B2 a Macerata. Il campione è morto a 37 anni, lasciando la moglie Federica Lisi, ex pallavolista, e cinque figli.

Fonte: IL MESSAGGERO

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