11.10.2012 Latina, la beffa dei defibrillatori: gli apparecchi che restano nei cassetti

Donati dalla Provincia ma inutilizzati perché i Comuni non svolgono i corsi di formazione dell’Ares 118

di Giovanni Del Giaccio

Sono stati consegnati due mesi fa, con una cerimonia in pompa magna. Da allora nessuno li ha mai utilizzati, né può usarli perché i Comuni non hanno fatto svolgere al personale i corsi di formazione. Il motivo? Le lezioni prevedono un rimborso spese all’Ares 118, l’azienda regionale per l’emergenza sanitaria che si occupa oltre che dell’intervento sul territorio quando si verifica un’urgenza, anche della formazione del personaleI defibrillatori, consegnati in occasione della presentazione della rete pontina per l’infarto, sono stati acquistati dalla Provincia e forniti a ogni Comune. Dovevano essere operativi, secondo le migliori intenzioni del presidente Armando Cusani, nei giorni a seguire. Da allora, però, nulla è cambiato. Anzi, i Comuni chiedono «lumi» su come pagare i corsi all’Ares 118 che non vuole più di un rimborso spese ma che comunque deve essere liquidato. Così, a fronte di una richiesta di poche centinaia di euro, c’è chi ha aderito immediatamente come Ventotene – di fatto l’unico centro nel quale si può già programmare la giornata di formazione – e chi, invece, vuole addirittura restituire il defibrillatore avuto, come il Comune di Cori.
Altri, invece, sostengono che la Provincia ha fornito i defibrillatori e lo stesso ente di via Costa deve provvedere a pagare i corsi. Insomma, va bene formare il personale e avere a disposizione uno strumento in grado di salvare la vita, ma senza tirar fuori un euro dalle casse comunali.
Un’incomprensione? Sembra proprio di sì, anche se questa vicenda assume il sapore della beffa. Da quando sono stati consegnati i defibrillatori, infatti, sono rimasti praticamente nei cassetti.
I primi defibrillatori sono stati simbolicamente consegnati al sindaco di Latina, Giovanni Di Giorgi, e a quella di Sermoneta Giuseppina Giovannoli. Cusani ha detto, in quell’occasione, che si trattava di «Uno strumento importante ma da usare nel modo migliore».
Nessuno, invece, lo ha mai usato finora. Forse perché non ce n’è stato bisogno – e sarebbe la versione migliore – o più semplicemente perché non si è dato corso alla formazione.
Eppure, con una sorta di effetto a cascata, i defibrillatori sono stati consegnati dai Comuni alle società sportive, in diversi centri della provincia, con tanto di annuncio stampa in pompa magna.
L’ultimo ieri, dal sindaco del capoluogo Giovanni Di Giorgi al Latina Scalo «Come ho già detto nelle precedenti consegne alle altre società di calcio mi auguro che questo strumento non debba essere mai utilizzato – ha detto il sindaco – Come amministrazione vogliamo donare defibrillatori a tutte le società sportive di Latina per consentire loro di avere più mezzi a disposizione per la sicurezza del pubblico e degli atleti. Si tratta di un percorso che stiamo compiendo insieme all’amministrazione provinciale, con l’obiettivo di realizzare una rete di defibrillatori capaci di far fronte a eventuali emergenze». Magari nelle società qualcuno che paga e fa il corso si trova…

Fonte: IL MESSAGGERO

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