30.08.2012 DEFIBRILLAZIONE, ISTRUZIONI PER L’USO

Cos’è il defibrillatore semiautomatico? A cosa serve? Quando si usa? Chi lo può utilizzare? Abbiamo raccolto tutte le domande sul tema “defibrillazione”. Con le risposte dei nostri esperti e un video che racconta le fasi di un corretto intervento di soccorso.

 

Quante sono le persone ogni anno colpite da arresto cardiaco improvviso?

In Italia le malattie cardiovascolari sono la causa di oltre il 41% dei decessi mentre le morti cardiache improvvise, in cui il decesso avviene entro un’ora dall’insorgenza dei sintomi, colpiscono ogni anno tra i 45.000 e i 60.000 italiani.

I fattori che incidono positivamente sulle probabilità di sopravvivenza delle vittime sono strettamente dipendenti dalla precocità di intervento, dal ritmo sottostante e dal successivo trattamento. Si sottolinea come un inizio precoce delle manovre di rianimazione sia una condizione necessaria per salvare la vita di una persona.

 

Cosa è un Defibrillatore Semiautomatico Esterno (DAE)?

Un DAE è una macchina di piccole dimensioni che contiene al suo interno due piastre adesive in grado di rilevare le alterazioni del’attività elettrica del cuore ed erogare un scarica elettrica quando necessario.

 

DAE

È composto da una corpo centrale, il cervello dell’apparato, in grado di analizzare i dati trasmessi grazie alle piastre e fornire indicazioni vocali all’utente che lo sta utilizzando in merito alle procedure da mettere in atto.
Come funziona un defibrillatore?

Quando il DAE, dopo esser stato applicato alla vittima in arresto cardiaco, riconosce una fibrillazione ventricolare, che è un’aritmia maligna del cuore, eroga una scarica elettrica che resetta il muscolo cardiaco e ne interrompe l’aritmia. In caso di emergenza il soccorritore applicherà le piastre al torace della vittima: il defibrillatore a questo punto effettua un’analisi del ritmo cardiaco e consiglia al soccorritore, tramite una voce guida elettronica, come proseguire.

 

5 fasi essenziali da seguire quando si utilizza un DAE:

  • · Accendere il dispositivo;
  • · Collegare i cavi delle piastre al defibrillatore;
  • · Attaccare le piastre adesive sul torace del paziente;
  • · Consentire l’analisi del ritmo;
  • · Premere il pulsante shock se espressamente indicato dalla macchina.

 

Perché utilizzare un defibrillatore?

Nel caso di arresto cardiaco improvviso non esiste un trattamento che possa agire direttamente sulla fibrillazione ventricolare, che è una anomalia elettrica del cuore, se non l’erogazione di corrente elettrica da parte del defibrillatore. Il massaggio cardiaco svolge una funzione di supporto alla circolazione ma non interrompe la fibrillazione.

 

Utilizzare il DAE è una manovra difficile oppure sono tutti in grado di farla?

I DAE sono semplici da utilizzare in quanto è la macchina stessa che, attraverso una voce elettronica, guida passo per passo l’operatore. Il DAE stabilisce se è necessario erogare la scarica elettrica e suggerisce con messaggi vocali le successive modalità di intervento sulla vittima.

È sempre importante ricordare come la sola defibrillazione possa avere un’efficacia limitata: è importante che venga associata anche ad un corretto massaggio cardiaco.

 

Vi sono alcune limitazioni nell’utilizzo del DAE?

Sì. In accordo con la normativa vigente, la principale condizione nell’utilizzo del DAE è il superamento di un breve corso di qualificazione che insegna le modalità di utilizzo dell’apparecchio. In termini di età non esiste alcuna limitazione ovvero non occorre essere maggiorenni per poterlo utilizzare.

 

Per utilizzare correttamente il DAE occorre essere guidati da parte degli operatori del 118?

Occorre precisare che, in qualsiasi caso, è necessario, prima di tutto, effettuare la chiamata di emergenza al numero 118 per l’attivazione immediata dei soccorsi. Nel caso una persona non abbia sostenuto il corso, saranno gli operatori della centrale a guidarla nell’effettuazione del massaggio cardiaco in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Al contrario, se una persona ha effettuato e superato il corso di rianimazione cardiopolmonare di base con l’uso di un DAE, potrebbe riuscire autonomamente a gestire il primo soccorso. È fondamentale però che vi sia il costante collegamento con l’operatore del 118.

 

Dopo quanto tempo dall’arresto cardiaco la vittima deve essere sottoposta alle pratiche di rianimazione?

Sulla vittima occorre intervenire il prima possibile in quanto bisogna considerare che un arresto cardiaco, non prontamente trattato, comporta, entro 10 minuti, danni cerebrali irreversibili.

 

Vi sono precauzioni da tenere presenti quando si utilizza il DAE?

Sì. La persona alla quale viene erogata la scarica del DAE non deve essere bagnata in quanto potrebbe verificarsi una dispersione di corrente elettrica; si raccomanda pertanto di asciugare il torace della vittima prima di procedere alla defibrillazione.

La persona che invece utilizza il DAE ed effettua la procedura di defibrillazione deve sincerarsi di non essere a contatto con la vittima. Potrà tornare a toccare la vittima solo dopo che la macchina avrà emesso l’apposito segnale acustico di termine procedura.

 

Il DAE è sempre efficace? Quanto è affidabile?

In un paziente in arresto cardiaco non necessariamente deve essere erogata la scarica dal defibrillatore. Quando è presente una fibrillazione ventricolare il DAE decide di erogare la scarica elettrica, ma ciò non equivale sistematicamente ad un ripristino dell’attività cardiaca spontanea. L’utilizzo del DAE è solo un primo passo, occorre poi proseguire con le manovre di rianimazione cardiopolmonare.

In termini di affidabilità i DAE hanno raggiunto un grado assai elevato di precisione permettendone l’utilizzo anche ad operatori non sanitari e poco esperti.

 

Quale legame intercorre tra defibrillazione e massaggio cardiaco?

Sono manovre e procedure legate tra loro. In caso di arresto cardiaco il solo massaggio non permette al ritmo del cuore di essere riconvertito, ma permette di mantenere un’irrorazione sia del cuore che del cervello. Grazie alla rianimazione le cellule sono in grado di avere una certa energia in quanto ricevono sangue ossigenato. La fibrillazione, che è una alterazione elettrica, ha bisogno di un intervento di tipo elettrico per essere riconvertita.

 

DAE Catena

 

È necessario un corso per utilizzare il DAE?

Sì. Per l’utilizzo è previsto un breve corso al termine del quale, superata una prova, viene rilasciato un certificato.

 

Quanto dura un corso che insegna come utilizzare un DAE? Quali argomenti vengono trattati? Dove si svolgono?

La durata del corso è molto breve, complessivamente 5 ore. Gli argomenti sono: riconoscimento delle condizioni di arresto (criteri di identificazione dell’arresto cardiaco), manovre di rianimazione di base (apertura delle via aeree e controllo del respiro), massaggio cardiaco e supporto alla circolazione, funzionamento e utilizzo del DAE. Le centrali operative del 118 gestiscono in prima persona la formazione e stabiliscono i luoghi dove avvengono i corsi.

 

Dove posso trovare oggi un DAE?

Attualmente i DAE si possono trovare anche in luoghi pubblici come stazioni ferroviarie, aeroporti, centri commerciali, centri sportivi, piste da sci oppure presso aziende o fabbriche. È in sviluppo un progetto che prevede l’installazione anche presso delle farmacie soprattutto in aree rurali.

 

DAE

 

Sono contenuti all’interno di teche o custodie segnalate dall’apposito segnale di colore verde e bianco.

 

Come riconosco la presenza di un DAE?

Nei luoghi pubblici i DAE sono facilmente riconoscibili grazie ad una segnaletica semplice e universalmente riconosciuta; è stato disegnato un simbolo riconoscibile a livello europeo che consente di identificare rapidamente il luogo dove viene conservato il DAE.

 

 DAE

 

Quanti sono i DAE presenti ad oggi in Lombardia?

Oggi sono presenti sul territorio lombardo circa 400 DAE di cui 350 in sedi fisse e altri 60 in postazioni mobili, ad esempio nei mezzi della Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Guardia Costiera ecc. Con il progetto “A prova di cuore” si prevede di superare di gran lunga tale numero anche grazie all’orientamento di alcuni privati che hanno deciso di acquistarli per posizionarli all’interno delle loro aziende. Una diffusione e una presenza sempre più capillare, affiancata ad una conoscenza delle tecniche di rianimazione cardiopolmonare possono aiutare le persone ad aiutarsi l’una l’altra e gestire efficacemente situazioni di emergenza.

 

Cosa è la catena della sopravvivenza?

Viene chiama catena della sopravvivenza un insieme di procedure, strettamente interconnesse, che permettono di gestire nella modalità corretta l’arresto cardiaco.

Si divide in quattro fasi concatenate tra loro:

  • · Riconoscimento precoce dell’arresto cardiaco e attivazione immediata del sistema di soccorso di emergenza
  • · Inizio della rianimazione cardiopolmonare precoce
  • · Defibrillazione precoce
  • · Inizio del soccorso avanzato e trattamento post rianimatorio

 

DAE Catena

Fonte: AREU LOMBARDIA

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