20.05.2012 Colta da malore in strada: salvata dal massaggio cardiaco di uno sconosciuto

Si è accasciata a terra ma un “eroe per caso” l’ha soccorsa
e poi è sparito. L’appello del pronto soccorso: «Si faccia vivo»

di Daniela De Donà

BELLUNO – Salva una vita, con un massaggio cardiaco, e sparisce. Se ne va alla chetichella, senza ricevere neppure un grazie. «Che, invece, è doveroso – a detta del primario del pronto soccorso di Belluno, Giovanni Gouigoux – perché le manovre sono state corrette e fondamentali per la sopravvivenza».

Questi i fatti. Alcuni giorni fa, nella centrale via Gabelli, di colpo una quarantaseienne bellunese si accascia al suolo: arresto cardiaco sarà la successiva diagnosi. Chi vede la scena afferra il cellulare e telefona al 118. Sono le 11 e 33 minuti quando al San Martino arriva la chiamata d’urgenza. Alle 11 e 37 l’ambulanza è sul posto. Quattro minuti, solo quattro minuti che non sarebbero bastati. Per fortuna c’è chi non sta a guardare, non attende i soccorsi, capisce la gravità e si dà da fare: «Quando la squadra del pronto soccorso è arrivata, ha trovato concitazione e un capannello di gente. Certo non c’era tempo per le chiacchiere».

Sono state ben sette le defibrillazioni per la signora distesa al suolo. Poi la corsa all’ospedale: «Non c’era allora sicuramente modo di chiedersi chi aveva portato quel primo soccorso», precisa il primario che vorrebbe stringere la mano allo sconosciuto protagonista di un atto di solidarietà non da poco. Non sappiamo se sia un uomo o una donna: certo chi ha praticato il massaggio cardiaco «ha avuto freddezza e coraggio, è stato provvidenziale». Non ha mezzi termini il primario: «Le terapie portate dall’equipaggio di soccorso e le operazioni a cui la signora è stata sottoposta in ospedale, prima in rianimazione e poi in cardiologia, fanno parte della professionalità medica, ma senza quel primo intervento sarebbe andata incontro a morte sicura».

Ora che tutto si è risolto per il meglio si può raccontare la vicenda iniziata lunedì quando si è fermato il cuore della bellunese, che è ospedalizzata e non si ricorda nulla dell’episodio. È ancora Gouigoux a precisare che in Italia, in persone sane, i casi di morte improvvisa per alterazione del ritmo cardiaco «avvengono con la frequenza di uno ogni mille abitanti». Ecco il motivo per cui parte questo appello: «Si faccia vivo chi senza clamore alcuno ha salvato una vita».

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