19.04.2012 Dramma Morosini: si indaga sul perchè non sono stati usati i defibrillatori

Oggi a Bergamo i funerali

Nel giorno dei funerali di Piermario Morosini (oggi a Bergamo, alle 11.00) a Pescara continua l’inchiesta volta ad accertare le cause della morte del centrocampista del Livorno.

Ieri la DIGOS ha iniziato a raccogliere le prime testimonianze; oltre alle audizioni, sono state anche acquisite le cartelle cliniche del calciatore. La Digos di Pescara ha acquisito anche i due defibrillatori che erano nelle ambulanze della Misericordia e della Croce Rossa, per eseguire accertamenti tecnici sulle memorie di questi apparecchi medici. Sul campo, quando è stato soccorso Morosini, il defibrillatore c’era, come raccontato già sabato pomeriggio a Rete8 dal volontario la cui testimonianza è stata poi ascoltata anche dagli inquirenti. Ma cosa ha ucciso Piermario Morosini? L’autopsia non sembra aver fornito risposte certe, ma solo ipotesi da accertare, che indirizzano verso un difetto genetico che ha provocato una fibrillazione ventricolare. Di certo nulla a che fare con problemi di natura neurologica. Ma in queste ore c’é un’altra domanda che chiede risposte certe ed immediate; il giovane centrocampista del Livorno poteva essere salvato? Proprio su questo aspetto si stanno concentrando le indagini della Procura affidate agli uomini della Digos di Pescara diretti da Leila Di Giulio, su coordinamento del Pm Valentina D’Agostino. Nulla, ma proprio nulla sarà tralasciato – ci aveva riferito ieri il Procuratore Aggiunto Cristina Tedeschini – ecco perchè verranno a breve raccolte testimonianze, ed acquisite immagini e foto che raccontino nel minimo dettaglio tutto quello che é accaduto in quei drammatici minuti. Si cercherà soprattutto di trovare una sintesi, la più veritiera possibile, sulle varie testimonianze discordanti di chi ha vissuto in prima persona la tragedia. Ma il defibrillatore avrebbe potuto salvare Morosini? Alcuni dicono di no, altri affermano l’esatto contrario.

A tal proposito vi proponiamo la drammatica testimonianza di uno dei soccorritori presenti sul posto: “Il ragazzo dava ancora segni di vita perchè ha rigettato in due distinte circostanze la canula che gli é stata inserita per liberargli le vie aeree, abbiamo registrato una seppur minima attività cardiaca anche poco prima di caricarlo sull’autoambulanza. Ritengo che l’uso del defibrillatore sarebbe stato utile, ma il medico del Livorno che ha diretto i soccorsi ha ritenuto che non fosse necessario”. Una testimonianza importante, questa, già al vaglio della Procura che ha acquisito l’intera trasmissione, così come le immagini girate all’interno dello stadio in quei minuti tragici e il minutaggio complessivo proposto ieri sera da un’emittente lombarda tra l’ora dell’incidente e l’arrivo dell’autoambulanza.

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