16.04.2012 Vivo per il defibrillatore a Piacenza Provincia modello, 80 salvati in 14 anni

È successo nelle stesse ore. Sempre su un campo di calcio. Due cuori in tilt, due storie dal finale opposto. Quasi nello stesso momento in cui lo stadio di Pescara ammutoliva per il dramma di Morosini (foto), in un campetto di Piacenza, durante una di quelle gare amatoriali dove passione e impegno non sempre sono adeguati alla preparazione atletica, un calciatore dilettante di 46 anni, Massimo Proietti, ufficiale medico dell’ Aeronautica in forza alla Libertas, è crollato a terra, in pieno arresto cardiaco. Per sua fortuna, i primi a rendersi conto della gravità della situazione sono stati un giocatore e un dirigente della squadra avversaria, la Vittorino da Feltre, di professione medici. Determinante il loro intervento così come la presenza, ai bordi del campo, di un defibrillatore e di persone capaci di usarlo. In pochi minuti, il cuore di Proietti ha ripreso, seppur faticosamente, a battere: ricoverato in prognosi riservata, sta lottando per la vita. Piacenza è una città modello nella diffusione di defibrillatori: grazie al «Progetto Vita» degli specialisti Alessandro Capucci e Daniela Aschieri, sono 250 i dispositivi presenti in tutta la provincia, che hanno permesso di salvare più di 80 persone dal 1998.

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