10.04.2012 Falconara, ingegnere di 39 anni stroncato da malore

Muore dopo un esame per la pressione

Ambulanza

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Falconara Marittima (Ancona), 10 aprile 2012 – Un malore improvviso ha spezzato la vita di Luigi Fiori, ingegnere di 39 anni delle industrie del gruppo Merloni, morto nella notte tra sabato e domenica. Un fulmine a ciel sereno per i familiari, trasferitisi da alcuni anni a Falconara dalla Basilicata, che ieri pomeriggio hanno ricevuto l’abbraccio di amici e colleghi di lavoro arrivati per il funerale, celebrato alle 15.30 nella chiesa di Sant’Antonio.

Laureato in ingegneria all’Università di Pisa ‘Gino’, come lo chiamavano i familiari, era stato assunto 8 anni fa dall’industria della famiglia Merloni: progettava schede elettroniche per lavatrici, un lavoro che lo appassionava e lo spingeva a ideare strumenti sempre più innovativi. Il lavoro lo aveva portato in giro per il mondo, dalla Cina all’Ucraina, ma il viaggio più bello Gino lo aveva fatto in Togo, dove era arrivato nel gennaio 2011, quando era partito come volontario con alcuni frati missionari marchigiani: è stato proprio un padre missionario, appreso dell’improvvisa morte dell’ingegner Fiori, a celebrare la funzione funebre di ieri. “Era un ragazzo normale ma con un cuore d’oro — commenta commossa la mamma, che ieri pomeriggio ha accolto nella casa di via Leopardi i familiari e gli amici arrivati per il funerale — che aveva una parola buona per tutti”.
“Mio padre ha sempre fatto l’operaio — aggiunge la sorella Elena — ed i nostri genitori hanno fatto tanti sacrifici per farci studiare. Gino ha saputo onorare in pieno quei sacrifici, era brillante. Tante cose di mio fratello le abbiamo sapute dagli amici, ad esempio che, arrivato in Togo, ha chiesto subito dove fosse la chiesa per pregare. Mio fratello amava leggere, aveva selezionato alcune letture della Bibbia, ma era comunque un ragazzo che amava la vita, frequentare gli amici, era simpaticissimo e tante persone gli volevano bene. Si era fatto apprezzare anche in Cina, dove era stato in diverse occasioni, perché si preoccupava sempre per gli altri, specie dei più indifesi. Era anche appassionato del suo lavoro e non aveva mai fatto un giorno di malattia. Nei giorni scorsi mi parlava di un nuovo progetto che stava mettendo a punto”.

“Era una persona che amava stare in compagnia – aggiunge l’amico Giuseppe, che si è laureato con lui a Pisa – e aveva tanti interessi, compreso lo sport”. La morte di Luigi Fiori è rebus per i familiari: il 39enne ha sempre goduto di buona salute, ma negli ultimi giorni si era sottoposto ad alcuni accertamenti per la pressione all’ospedale di Osimo. Tornato a casa, il malore improvviso, che non gli ha lasciato scampo.

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