06.03.2012 Lorella Cuccarini e Valentina Vezzali testimonial d’eccezione per Trenta Ore per la Vita

immagineA un arresto cardiaco si può sopravvivere. A un soccorso in ritardo no. E’ questo lo spot associato al nuovo progetto che vede coinvolte Trenta Ore per la Vita e Croce Rossa Italiana. Martedì 6 marzo, alle 11.30, presso l’Hotel Federico II si è svolta la cerimonia di donazione di 110 defibrillatori da parte delle aziende jesine Effe Group e Cometech a sostegno delle finalità dell’associazione Onlus Trenta ore per la vita, di cui Lorella Cuccarini, madrina della cerimonia, è testimonial e socio fondatore.I defibrillatori, assolutamente semplici da utilizzare, saranno dati in dotazione a scuole e impianti sportivi.

Il progetto, che vede in Lorella Cuccarini e Valentina Vezzali testimonial d’eccezione, è nato per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle pratiche di rianimazione cardio-polmonare in situazioni di emergenza. Ogni anno, infatti, circa 70mila persone sono vittime di arresto cardiaco improvvis: 200 morti ogni giorno, una ogni 8 minuti, molte in giovani età, molte evitabili. A questo mira il progetto di cui Vezzali e Cuccarini sono madrine. Infatti, se la persona colta da infarto viene soccorsa immediatamente, può salvarsi nel 75% dei casi. Avere un defibrillatore nelle vicinanze può davvero salvare vite umane.

A Jesi i maggiori impianti sportivi sono dotati di defibrillatori: il Palatriccoli, lo Stadio comunale, il Palazzetto della Scherma, il Campo Boario, il Bocciodromo comunale, il Campo da Rugby. Grazie alla donazione delle due aziende jesine, anche la palestra Carbonari, la palestra di via Zannoni, la piscina comunale e l’impianto sportivo Federico II riceveranno defibrillatori.

Il mio sogno è quello di creare una mappatura sul territorio che indichi dove trovare defibrillatori –dice la showgirl Lorella Cuccarini – e spero che si possa ridurre quel tragico numero dei 70mila morti perché non hanno avuto i soccorsi giusti. E’ lì che arriviamo noi. Basta la conoscenza, basta avere la giusta informazione e i giusti mezzi per salvare vite umane”.

“Abbiamo bisogno di fare qualcosa di buono –aggiunge la campionessa di scherma Valentina Vezzali – non mi stancherò mai di dare il mio contributo e di pensare che almeno per un briciolo ho contribuito a salvare vite umane”

Fonte: VIVERE JESI

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