04.03.2012 Defibrillatore in palestra Lo vogliono per legge

LA PREVENZIONE. L’impegno dell’associazione Pad Magalini Cuore

È impossibile sapere se un defibrillatore avrebbe potuto salvare la vita di Massimo Sorio: in questo e in altri casi senza perizie specifiche non si possono avere risposte. La defibrillazione precoce resta tuttavia un importante strumento di prevenzione che può talvolta contribuire a salvare vite umane. Un esempio? Qualche mese fa un defibrillatore, posizionato nella radiomobile dei carabinieri di Villafranca, aveva contribuito a far battere un cuore che si era fermato. Questo strumento è uno dei 38 acquistati grazie alla collaborazione nata nel 2007 tra l’associazione Pad (public access defibrillation) Magalini Cuore e le sette amministrazioni di Mozzecane, Valeggio, Nogarole Rocca, Povegliano, Vigasio, Sommacampagna e, appunto, Villafranca. I 38 defibrillatori, del costo di circa 1.400 euro, sono stati acquistati grazie al contributo dei Comuni e di alcune banche locali, e posizionati anche in scuole, edicole, centri sportivi. Un progetto in continuo sviluppo: proprio in questi giorni era stato fissato un incontro tra l’assessore allo Sport di Villafranca Roberto Dall’Oca e il responsabile dell’associazione, Giuseppe Sipala, già primario del pronto soccorso del Magalini, con l’obiettivo di installare i defibrillatori negli impianti sportivi del Comune e delle sue frazioni. Un progetto di prevenzione, si diceva, dal momento che in Italia non c’è alcuna legge che obbliga alla presenza di un defibrillatore in un luogo pubblico. È ancora molto lontano il traguardo raggiunto all’estero, ad esempio in Spagna, dove i defibrillatori sono presenti all’aperto, lungo le strade e in luoghi sicuri. «Da noi c’è una carenza culturale», spiegano i rappresentanti dell’associazione Pad Magalini Cuore, «questo strumento dovrebbe diventare obbligatorio negli edifici così come lo sono gli estintori». A questa battaglia per la diffusione del defibrillatore stanno collaborando anche i genitori di Lorenzo Modena, il 17enne che nel 2007 era morto mentre arbitrava una partita a Madonna di Campagna. Certo gli strumenti non bastano, servono anche le persone in grado di fare rianimazione cardiopolmonare: a questo scopo l’associazione organizza corsi certificati per l’utilizzo del defibrillatore, che in cinque anni sono stati frequentati da 300 volontari. Bastano cinque ore di lezione per imparare a usare uno strumento che può salvare una vita.

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