22.02.2012 Monte di Malo l’ultima corsa di Matteo Muore d’infarto in bici a 15 anni

MONTE DI MALO. Ieri pomeriggio il ragazzino di Valdagno è stato colto da un malore improvviso. Inutili i soccorsi. «Questa è la mia salita» ha detto a mamma e papà prima dello stacco con cui li ha distanziati di metri. Poi di colpo si è accasciato a terra sotto ai loro occhi

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Monte di Malo. Stroncato da un malore a 15 anni sotto gli occhi dei suoi genitori. Si è accasciato al suolo e il lungo tentativo di rianimarlo, da parte del medico del paese prima e del personale sanitario del Suem poi, è stato inutile. Matteo Cocco non ce l’ha fatta. LA GITA IN BICI. «Questa è la mia salita». Si è girato verso la mamma Michela e il papà Massimo quasi per sfidarli a prenderlo. Poi li ha staccati, per affrontarla più velocemente di loro e ce l’ha fatta. È corso via, veloce. Era quasi arrivato in cima quando si è sentito male ed è caduto.  I genitori erano a qualche decina di metri di distanza quando, all’improvviso, lo hanno visto finire a terra. Subito hanno pensato che avesse perso l’equilibrio o centrato una buca e fosse semplicemente caduto. In una manciata di secondi lo hanno raggiunto e, solo allora, hanno capito. La tragedia è avvenuta ieri pomeriggio, poco dopo le 15, in via San Rocco, vicino alla piazza di Monte di Malo. La famiglia era uscita per una pedalata pomeridiana, come spesso era solita fare. Tutti sono appassionati di ciclismo: il padre Massimo è titolare di un negozio di cornici, il “Coccodrillo” e, da qualche tempo, ha ampliato l’attività, dedicandosi anche alla vendita di biciclette. Era inoltre il patron della squadra cicloamatoriale “Coccodrillo bike”. Ieri sono partiti tutti e tre insieme. Doveva essere un allenamento come tanti altri, invece si è trasformato in tragedia.  LA TRAGEDIA. Stavano affrontando l’ultimo sforzo. Mancava solo quella salita, anche se non troppo ripida e poi ci sarebbe stata una lunga discesa. Matteo voleva compierla più velocemente di mamma e papà: uno scatto e ha iniziato a pedalare veloce.  Poi il malore. Si è accasciato al suolo, privo di sensi. Sono state le urla della madre a richiamare l’attenzione di Maria Teresa Dal Maistro, una pensionata che abita proprio di fronte al punto in cui il ragazzo era caduto.  «Ho sentito urlare, ripetere forte “Matteo, Matteo” e sono corsa fuori – ha spiegato poco dopo – ho chiamato l’ambulanza mentre la titolare del negozio di fronte si precipitava a chiamare il medico, che ha lo studio a pochi metri dalla piazza». Giuseppe Dellai è intervenuto subito. Ha capito che, purtroppo, il ragazzo non aveva subìto un trauma, come gli avevano spiegato i vicini, nella breve e molto concitata telefonata, ma era stato colpito da un malore. All’arrivo del Suem il tentativo di rianimarlo è continuato per quasi tre quarti d’ora ed è arrivato anche l’elisoccorso. Purtroppo, però, non c’è stato nulla da fare. Secondo una prima ricostruzione compiuta dai militari della stazione di Malo, il giovane sarebbe caduto a peso morto sull’asfalto. Si sarebbe trattato dunque di una morte “naturale”, per arresto cardiaco.  Nella giornata di oggi il magistrato potrebbe disporre l’esame autoptico sul cadavere del giovane, per far luce sulla tragedia. LO CHOC. Ieri, per tutto il pomeriggio e la sera, in via Rio, a Valdagno, dove la famiglia Cocco vive, c’è stato un continuo susseguirsi di parenti, amici e conoscenti che si sono stretti ai genitori e al fratello per cercare di portare un po’ di conforto. Matteo frequentava la classe seconda B all’Itis De Pretto, a Schio e la notizia ha lasciato sotto choc gli insegnanti.  «Siamo sgomenti – ha considerato Giancarlo Gaspani, suo docente di meccanica – è stato un colpo terribile».  «Allegro, solare, molto espansivo ma anche maturo e responsabile per i suoi quindici anni – il ricordo del professore – era un allievo che dava grandi soddisfazioni perché dimostrava grande interesse. Bastava vederlo in aula per capire che l’indirizzo meccanico era proprio quello giusto per lui. Aveva una grande passione per il ciclismo e amava anche studiare i pezzi, il meccanismo e il funzionamento della bici. Superare il trauma, per tutti noi, non sarà facile».

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