18.01.2012 Sanita’: Forli’, infarto a 17 anni in pizzeria, salvato da carabiniere e infermiera

Ha rischiato di finire davvero male la serata in pizzeria di un diciassettenne di Meldola, colto da arresto cardiaco mentre si trovava fuori a cena con la famiglia. Fortunatamente, un maresciallo capo dei Carabinieri di Forli’, Giovanni Mastrolorito, e un’infermiera, entrambi fuori servizio e presenti nel locale, sono immediatamente intervenuti praticando la rianimazione cardiopolmonare in attesa dell’arrivo del 118, che, appena sopraggiunto, ha proseguito l’operazione e trasportato il paziente all’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forli’. Qui, la macchina del dipartimento dell’Emergenza dell’Ausl di Forli’ ha agito con prontezza e rapidita’, salvando la vita al giovane che ora e’ fuori pericolo, assicura una nota.

Tutto e’ iniziato quando, in una pizzeria di Forli’, il diciassettenne di Meldola e’ di colpo crollato a terra, privo di conoscenza. Subito da un altro tavolo del locale sono accorsi il maresciallo e l’infermiera, che si trovavano li’ a cena. I due hanno iniziato a effettuare le manovre di rianimazione cardiopolmonare di base; la loro presenza e’ risultata provvidenziale visto che tale pratica ha effetto esclusivamente entro i primi 10 minuti dall’attacco, quando e’ in grado di salvare la vita della persona colpita. Nel frattempo, e’ intervenuto anche il 118 che ha proseguito per altri 30-40 minuti la rianimazione, defibrillando piu’ volte il paziente e trasportandolo all’ospedale ‘Morgagni-Pierantoni’ di Forli’ dove e’ entrato, in coma, al pronto soccorso.

Immediatamente, il ragazzo e’ stato sottoposto a iportemia, tecnica che consente di migliorare l’esito, in termini di sopravvivenza e recupero neurologico, in un soggetto con arresto dovuto a fibrillazione ventricolare. Dopo e’ stato inviato al Laboratorio di emodinamica dell’Unita’ di cardiologia per effettuare una coronografia, esame diagnostico che ha escluso la presenza di anomalie congenite delle coronarie; essendo il paziente in stato di shock, si e’ deciso di ricorrere anche all’assistenza meccanica con contropulsatore aortico, portandolo poi in Terapia intensiva cardiologica dove si e’ proseguito per 24 ore il trattamento di ipotermia. Al risveglio, il ragazzo e’ apparso in buone condizioni, rispondendo agli stimoli e mostrando di non avere riportato particolari traumi, anche se saranno necessari ulteriori esami per valutare eventuali danni residui e per chiarire la causa dell’accaduto. “Siamo in grado di escludere che l’arresto sia dovuto a una patologia coronarica – dice Marcello Galvani, direttore dell’Unita’ di cardiologia – si tratta presumibilmente di una malattia elettrica del cuore che andra’ indagata, meno probabilmente di una miocardite; quasi sicuramente, tuttavia, sara’ necessario l’impianto di un peace-maker con funzioni di defibrillatore”.

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