05.01.2012 Infarti sulle piste da sci Debutta il defibrillatore

 

Esercitazione con defibrillatore in una foto d’archivio (Foto by Max Spinolo)

SONDRIO – La casistica parla chiaro. Non c’è ski area che non registri ogni stagione invernale almeno un decesso – se non addirittura due – dovuto a un malore, quindi morti per cause diverse da quelle traumatiche. Quasi sempre si tratta di infarti che colpiscono turisti già debilitati o con problemi cardiaci. Persone che mal sopportano l’alta quota o che si espongono alle fredde temperature, magari dopo aver appena pranzato.

Che fare per salvare loro la vita? L’unica soluzione è intervenire tempestivamente ma purtroppo questo non è possibile, anche se si allertano immediatamente i soccorsi: i tempi tecnici – per l’arrivo di un elicottero con a bordo il rianimatore – anche se ridotti al minimo dall’efficienza raggiunta dalla macchina dei soccorsi in provincia di Sondrio sono sempre troppo lunghi.

Di qui la decisione delle due skiaree più periferiche di dotarsi di defibrillatori che soccorritori esperti e appositamente istruiti sono ora in grado di far funzionare grazie a un progetto curato da Raniero Spaterna, medico rianimatore del 118 di Sondrio.

E l’esperimento ha già dato i suoi frutti. Nei giorni scorsi a Livigno un turista polacco di 40 anni che si è sentito male all’interno del rifugio M’eeting della Mottolino, è stato salvato grazie al pronto intervento di una squadra dotata appunto di defibrillatore, ovvero dell’apparecchio in grado di stimolare il cuore in caso di infarto. Uno strumento indispensabile in questi casi che normalmente vengono trattati con un massaggio cardiaco manuale in attesa che arrivino i soccorsi. Ma non sempre la manovra ottiene gli effetti sperati. Con il defibrillatore, invece, il risultato è assicurato se il paziente viene preso in tempo.

Mottolino a Livigno

La ski area del Piccolo Tibet (la più grande sia in termini di fatturato che di estensione se la si considera come società) da ormai cinque anni collabora con la clinica privata Trauma Clinic che garantisce la presenza di una squadra di pronto soccorso dotata di motoslitta attrezzata, un medico rianimatore e personale specializzato nel trattare il pronto intervento e coadiuvato da agenti della Polizia stradale che garantiscono un servizio di pattugliamento e prevenzione costante durante tutta la stagione invernale.

«Quella di attrezzarci di un defibrillatore – tiene a dire Marco Rocca, amministratore della società Mottolino – è stata una scelta voluta per potenziare i servizi offerti ai turisti che ora sanno di avere una sicurezza in più quando praticano il loro sport preferito. Va comunque sottolineato che questo pronto intervento avviene con il personale costantemente in contatto con la centrale operativa del 118 che guida anche se a distanza l’intervento di soccorso».

Skiarea Valchiavenna

«La scelta per noi è stata quasi obbligata, tenuto conto della distanza esistente tra le nostre piste e l’ospedale di Chiavenna. È vero che in linea d’aria – afferma Francesca Cervieri, della Ski area della valle Spluga – si tratta di soli 20 chilometri, ma per raggiungere il pronto soccorso ci vuole troppo tempo e in un caso di infarto ogni secondo è prezioso». Anche la ski area della Valle Spluga, così come ha fatto quella di Livigno (in Lombardia ci sono solo pochi precedenti e tutti nella Bergamasca), oltre ad acquistare le apparecchiature (due i defibrillatori utilizzati a Madesimo) ha finanziato il corso di formazione tenuto dall’Areu di Sondrio, ovvero i medici dell’azienda regionale di emergenza e urgenza che in Valtellina ha uno dei presidi più efficienti di tutta la Lombardia.

Sulle piste di Madesimo e Campodolcino sono in servizio 13 dipendenti della società, tutti adeguatamente preparati ad affrontare un’emergenza lungo i 60 chilometri di piste serviti dai 12 impianti.

Altre località turistiche potrebbero ora imitare Madesimo e Livigno. La centrale operativa del 118 si troverebbe avvantaggiata nel gestire l’emergenza e il malcapitato vittima di un infarto avrebbe certamente qualche chances in più di cavarsela.

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