02.09.2011 Trovato morto davanti all’ospedale: un infarto

GRAVEDOA Nessuna sorpresa. L’autopsia effettuata ieri pomeriggio dal medico legale Paolo Tricomi sul corpo di Sergio Pradella ha confermato quanto era emerso dai primi accertamenti.
Il ristoratore di 41 anni, trovato senza vita martedì mattina vicino al presidio di riabilitazione Umberto I, in base ai primi risultati dell’autopsia, sarebbe morto per cause naturali: un arresto cardiaco sulla cui natura si attendono gli approfondimenti dai risultati degli esami istologici.
Il medico legale ha comunque sessanta giorni a disposizione per completare i propri accertamenti e depositare la perizia al sostituto procuratore Paolo Del Grosso che coordina le indagini dei carabinieri.
D’altronde, sin dal primo momento, i dubbi su quanto era successo erano davvero pochi: sul corpo non c’era alcun segno particolare e non è stato trovato alcun elemento che potesse far pensare ad una morte violenta. Non solo: le telecamere del sistema di videosorveglianza del presidio hanno ripreso gli ultimi spostamenti di Sergio Pradella.
Nelle immagini lo si vede prima avvicinarsi all’ingresso provinciale del presidio per poi allontanarsi e dirigersi verso l’ingresso della postazione del 118, dove però Pradella si è accasciato definitivamente, sopraffatto dal dolore. Purtroppo, soltanto ore dopo, almeno due, un volontario del Soccorso Bellanese, di turno quella notte assieme al medico di guardia del 118, affacciandosi al balcone ha notato il corpo riverso sul marciapiede e ha fatto scattare i soccorsi, ormai vani. Una situazione tragica e paradossale: basti pensare che se soltanto Sergio Pradella, invece di cercare aiuto di persona, fosse rimasto in auto e avesse composto con il suo cellulare il numero delle emergenze, probabilmente quello stesso volontario sarebbe accorso immediatamente.
«Quelle fornite dalle telecamere sono immagini – ha ribadito ieri pomeriggio il maggiore Alessandro Giuliani, comandante del reparto operativo – che sembrano ulteriormente confermare quanto era emerso inizialmente».
Sergio Pradella, 41 anni, era residente da alcuni anni a Colico, ma gestiva un ristorante a Gravedona, dove era particolarmente conosciuto.

Fonte: LA PROVINCIA DI COMO

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