28.08.2011 Ridere 15 minuti al giorno fa bene al cuore Con la crisi infarti cresciuti del 15%

Al Congresso della Società Europea di Cardiologia, in corso a Parigi, presentati i risultati di una ricerca condotta dall’Università del Maryland sui benefici effetti del buonumore. Stime preoccupanti per le conseguenze dello stress dovuto alla situazione economica

dal nostro inviato ARNALDO D’AMICO

Ridere 15 minuti al giorno fa bene al cuore Con la crisi infarti cresciuti del 15% Stress da crisi economica per un operatore di Borsa

PARIGI – Dopo anni di ricerche che hanno dimostrato quanto stress e malumore siano tossici per il cuore e, al contrario, sia benefico il buonumore, si è giunti finalmente a quantificare la dose minima efficace, la “pillola” che protegge dall’infarto: almeno 15 minuti al giorno di risate. Ma devono essere intense, piene, coinvolgenti, come quelle che si scatenano vedendo film capolavori della comicità. Solo così equivalgono ai famosi 30 minuti al giorno di camminata veloce, stabiliti da qualche anno come la “dose minima quotidiana” di attività fisica che protegge dall’infarto. Le ricerche sull’influenza dello stato d’animo su cuore e arterie sono state presentate oggi al congresso della Società Europea di Cardiologia dove anche il malumore è tornato protagonista. Sulla base di ricerche dello scorso anno si prevede che l’attuale situazione di stress per crisi economica indurrà un aumento del 15% dei ricoveri nelle unità coronariche del Vecchio Continente.

La ricerca che arriva a definire la dose minima di risate è stata condotta dall’Università del Maryland che ha sottoposto i volontari alla visione di film divertenti come Tutti pazzi per Mary oppure mentalmente stressanti come Salvate il sodato Ryan: sono state eseguite oltre 300 misurazioni e nella quasi totalità i partecipanti dimostravano un aumento del flusso di sangue fino al 50% in più dopo la visione della pellicola mentre succedeva l’opposto dopo aver assistito a sequenze violente o drammatiche. Un consistente e prolungato abbassamento della pressione si è mantenuto per 24 ore manifestato dopo almeno 15 minuti di ilarità suscitata dal film. Ma si registra già una dilatazione delle arterie e un calo significativo della pressione dopo appena dieci secondi di risata intensa.

“La risata abbassa la frequenza cardiaca con effetti benefici sull’endotelio e riduce il rilascio di sostanze  euroendocrine vasocostrittrici – spiega Roberto Ferrari, ordinario di Cardiologia all’università di Ferrara e past president dei cardiologi europei – Inoltre, stimola la produzione di endorfine, sostanze chimiche che presentano un effetto protettivo sul sistema cardiovascolare, in quantità simili a quelle indotte dall’attività fisica. Ma è più in generale il buonumore che fa bene. Per questo raccomandiamo sempre ai nostri pazienti di non imporsi rinunce troppo gravose, né di cambiare radicalmente il proprio stile di vita. La dieta, ad esempio, si può modificare rendendola più sana con alcuni semplici accorgimenti, senza misure drastiche e senza dire addio ai piaceri della tavola. Ad esempio, da questo congresso emerge (se ne parlerà domani, ndr) come il cioccolato abbia proprietà antinfiammatorie e antiossidanti che riducono la pressione arteriosa e il diabete. Non bisogna aspettare di ammalarsi, ma giocare d’anticipo”.

Per quanto riguarda invece la cardio-tossicità dello stress indotto dalla crisi economica dal congresso, 30 mila i medici convenuti da tutto il mondo, arrivano stime preoccupanti. Sulla base dei risultati di uno studio irlandese dello scorso anno che aveva registrato un aumento dei ricoveri nelle unità coronariche del 12%, si prevede che nel 2011 l’attuale crisi ormai estesa a vari Paesi europei porterà a un aumento almeno del 15% dei pazienti ricoverati nelle unità coronariche nel Vecchio continente. I soggetti più a rischio sono le persone fra i 40 i 60 anni, sia perché hanno un sistema cardiovascolare che potrebbe essere già minato da qualche deposito arteriosclerotico e sia perché più esposti alle conseguenze della crisi economica sotto forma di stress lavorativo, incertezza occupazionale e riduzione del livello economico. Lo stress causato dalla preoccupazione scatena una costante alterazione dell’equilibrio all’interno del sistema cardiovascolare: l’adrenalina prodotta su stimolo del cervello funziona come un vasocostrittore che alla lunga danneggia le arterie, soprattutto quelle che nutrono il cuore e il cervello.

Fonte: LA REPUBBLICA

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