24.08.2011 Cameriera si tuffa in piscina per rinfrescarsi: muore annegata

La tragedia nel Varesotto – La donna lavorava in un bar vicino al Lago di Comabbio. Inutili i soccorsi dei colleghi. La disgrazia alle 23.30, finito il turno di lavoro
La vittima è una madre 34enne che viveva a Lurate Caccivio: lascia un bambino di 10 anni
È morta in un attimo. Probabilmente colta da un malore improvviso dopo esservi immersa nelle acque della piscina per rinfrescarsi al termine di una serata caldissima spesa a servire ai tavolini del bar dove lavorava, il “Goganga”. Non c’è stato nulla da fare per Ela Kafarani, 34 anni, albanese residente a Lurate Caccivio e madre di un bambino di appena 10 anni. L’ennesima tragedia di questa estate – che segue di pochi giorni quella di Stefano Antolini, canturino, ancora disperso e ricercato nelle acque dell’Altolago – si è consumata alla “biopiscina” di Mercallo, posta sul Lago di Comabbio. Una struttura che filtra le impurità del lago utilizzando piante acquatiche.
Sono le 23.30 della serata tra lunedì e martedì. Ela, giunta in Italia anni fa e residente a Lurate Caccivio, cameriera presso un bar a pochi passi dalla vasca, ha appena finito di servire ai tavoli. Il caldo non concede tregua.
La 34enne decide di fare un bagno refrigerante nelle fresche acque della piscina. Si tuffa, compie poche bracciate, in un punto dove l’acqua non è fonda. La donna si trova tra l’altro poco distante da riva. Si sente male, inizia a sbracciarsi e a chiedere aiuto. Da riva, gli avventori del bar e i colleghi di lavoro la notano, si tuffano per aiutarla, riescono anche a riportarla a riva.
Le condizioni però appaiono subito gravissime. Sul posto giungono i medici del 118. Ela viene caricata sull’ambulanza e condotta all’ospedale di Gallarate dove però arriva già morta. Il suo cuore non ha retto. In piscina giungono anche i carabinieri per compiere un sopralluogo e effettuare i primi accertamenti. L’impianto tuttavia non viene posto sotto sequestro. Toccherà ora alla procura decidere sul da farsi, compresa l’autopsia (che è già stata disposta) sulla mamma che aveva trovato quel lavoro part-time estivo. Un impiego che la portava a compiere ogni giorno molti chilometri ma che, a sentire i colleghi del bar, «faceva volentieri, non le pesava, perché le piaceva». Un lavoro che avrebbe però dovuto lasciare a settembre, al termine della stagione e, di conseguenza, del contratto firmato. La sorte però aveva in serbo ben altro destino.

Malore in piscina a Cermenate
Ore di tensione anche ieri pomeriggio, nella piscina di Cermenate, probabilmente in seguito al caldo di questi giorni. Una signora di 42 anni è stata ricoverata al Sant’Anna per un malore che l’ha colpita subito dopo una doccia fredda fatta per alleviare la morsa del caldo.
La donna – che non riusciva più a respirare – ha chiesto aiuto prima di accasciarsi. Immediati i soccorsi: è ricoverata in Rianimazione e la prognosi è riservata.

Fonte: CORRIERE DI COMO

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