22.08.2011 Ostia, muore d’infarto mentre nuota Cadavere davanti ai bagnanti indifferenti

ROMA – «Mio marito era un esperto nuotatore. Amava tantissimo il mare e spesso andava in barca a vela. Non posso credere che sia successo. No, è una cosa assurda». Grida e non si dà pace la moglie di Nicola Brangi, l’uomo di 67 anni morto ieri pomeriggio mentre faceva il bagno a Ostia. Erano circa le 16 quando Brangi stava nuotando a cento metri dalla riva. Uno specchio di mare che si trova nella zona di ponente in linea d’aria davanti al chiosco Blanco. Era partito qualche metro prima, da una spiaggia confinante dove la moglie stava prendendo il sole. A un certo punto deve essere successo qualcosa, con molta probabilità un malore. «L’avevo seguito con lo sguardo – dice la donna – fino a pochi metri prima. Poi l’ho perso di vista. Ho notato che i bagnini soccorrevano qualcuno. Sono corsa e ho capito che era lui».

Nel tratto di mare dove l’uomo è morto l’acqua non è molto alta. Chiusa fra due pennelli di scogli, realizzati con le recenti opere di protezione della costa, quel punto sembra più una grande piscina. Si tocca quasi ovunque. «Le persone che stavano facendo il bagno – racconta Gabriele Pasquarelli, titolare del Blanco – hanno iniziato a gridare. Dalla mia spiaggia sono partiti subito due bagnini. L’hanno raggiunto e portato a riva. Hanno tentato di rianimarlo mentre aspettavamo l’autoambulanza ma l’uomo non dava segni di vita».

Sul posto è intervenuta anche la polizia del commissariato di Ostia.
La spiaggia a quell’ora era affollatissima. Qualcuno dei bagnanti ha anche raccontato di aver visto quell’uomo pochi secondi prima. «Ho fatto il bagno vicino a lui, nuotava normalmente. Stava bene», dice un ragazzo. «Alcune persone – riprende il titolare del chiosco – a un certo punto lo hanno visto immobile in acqua. Hanno pensato che facesse il morto a galla, che si stesse rilassando. Poi però a qualcuno è venuto il dubbio. Si sono avvicinati e si sono resi conto che era privo di sensi ma non potevano immaginare che fosse morto».

Nicola Brangi abitava a Roma. La moglie, raggiunta in spiaggia dai familiari, non faceva altro che piangere. Seduta su una sedia a pochi metri dal corpo del marito coperto da un telo ha spiegato agli agenti di polizia che tentavano di consolarla che l’uomo sapeva nuotare bene e amava il mare.

Per stabilire con certezza le cause del decesso sarà determinante l’esame autoptico. Anche se stando alla ricostruzione dei fatti tutto farebbe pensare a un malore. Un malore talmente fulmineo, un infarto o qualcosa legato al grande caldo che non avrebbe dato a quell’uomo nemmeno il tempo di chiedere aiuto. Come spesso succede in questi casi, c’è voluto un po’ prima di rimuovere il cadavere dalla spiaggia. Nel frattempo su quel tratto di litorale molte persone hanno continuato a prendere il sole, i bambini a giocare e a fare il bagno.

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