30.07.2011 Salvato tra le onde, ma è grave

Tragedia sfiorata a Punta Ala, ragazzino rianimato per un’ora

 

Salvato tra le onde, ma è grave

 PUNTA ALA. Una sagoma che scompare tra le onde davanti agli occhi dei familiari fermi sulla riva. Cambia il panorama: dalla Feniglia alla spiaggia libera di Punta Ala. Ma chi ha assistito alla scena ha pensato a un replay. Ma a distanza di dodici giorni il finale è diverso: sulla battigia non c’è un telo bianco ma una speranza.  Da ieri pomeriggio in un letto del reparto di Rianimazione dell’ospedale Misericordia di Grosseto c’è un ragazzino di appena 15 anni che lotta tra il sonno e il futuro. «Le sue condizioni – spiegano i medici – sono gravissime, al limite del disperato. Ha un edema cerebrale e stiamo valutando se operare oppure aspettare che regredisca. Al momento – vanno avanti – non sappiamo nemmeno quali conseguenze possa avere quello che è successo sulle capacità cerebrali del paziente».  Il dramma si è consumato poco dopo le 14 lungo un tratto di spiaggia libera nei pressi di un campeggio di Punta Ala. Da quello che hanno potuto ricostruire gli uomini della Capitaneria di porto, il quindicenne, arrivato in Maremma alcuni giorni fa per una vacanza dalla Cecoslovacchia, era con alcuni familiari quando si è immerso in acqua.  «Il mare era agitato», raccontano i soccorritori. Dopo alcune bracciate, dalla riva hanno visto che il ragazzino era difficoltà. «A un certo punto – raccontano – lo abbiamo visto sparire tra le onde. Sono stati alcuni bagnanti a tuffarsi immediatamente per recuperare l’adolescente e trascinarlo fino a riva. «Quando siamo arrivati sulla spiaggia era cianotico. In evidente arresto cardiaco: il battito del cuore era completamente assente».  Che cosa abbia scatenato il malore resta un giallo. Forse il quindiceenne è stato travolto da un onda, ha bevuto e ha perso i sensi. O forse il malore potrebbe essere alla base del principio di annegamento. Pare che il ragazzino, infatti, soffra di una patologia che potrebbe averlo messo in difficoltà metre si trovava in acqua.  Fatto sta che appena posato sulla battigia accanto a lui si sono materializzati due medici che su quella stessa spiaggia stavano trascorrendo una giornata di vacanza. Per venti minuti, fino all’arrivo dell’ambulanza con il medico a bordo di Follonica, sono stati loro a far battere il cuore del quindicenne. Poi è toccato all’équipe del 118 e dell’elisoccorso Pegaso a dare ossigeno a quel cuore immobile. «Dopo oltre un’ora – spiegano i soccorritori – ha ricominciato a battere».  Intorno alle 15.30 l’arrivo in ospeldale e il trasferimento nel reparto di Rianimazione. Confida uno dei soccorritori. «Quando arriviamo in tempo possiamo dare una speranza». Quella di tenere in vita il quindicenne è apparsa sempre più flebile con il passare delle ore. Ma intanto è una speranza, quella che nei mesi scorsi non hanno avuto le quattro vittime del mare annegate in Maremma. L’ultima aveva solo cinque anni e si chiamava Vittorio Calussi.

Fonte: IL TIRRENO

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