15.07.2011 Defibrillatore al Soccorso alpino L’iniziativa nell’ambito del progetto “Hera Heart – Una scossa per la vita”

La Presidenza del Consiglio provinciale ha consegnato in uso gratuito un defibrillatore semiautomatico portatile alla stazione del Soccorso alpino della Guardia di finanza di Santo Stefano d’Aspromonte (località Gambarie, Reggio Calabria). L’iniziativa è frutto di un’intesa attuata tra l’Ente intermedio pitagorico e le Fiamme gialle nell’ambito di un progetto attivato dalla Presidenza del consiglio nel 2005. Denominato “Hera Heart – Una scossa per la vita”, il progetto è nato allo scopo di addestrare dei volontari per due finalità: eseguire la rianimazione cardiopolmonare di base; avviarli all’utilizzo del defibrillatore automatico esterno. Con queste finalità, sono stati così consegnati in questi 6 anni ben 22 defibrillatori esterni a Comuni, Enti pubblici, Forze dell’ordine, associazioni di volontariato e Suem 118.
Ieri mattina, presso il Comando provinciale della Guardia di finanza, è avvenuta la consegna ufficiale dello strumento da parte del presidente del Consiglio provinciale Benedetto Proto. A ricevere il defibrillatore per conto della Gdf sono stati: il tenente colonnello Giovanni Carlo Liistro e il capitano Mario Celso (in rappresentanza del comando provinciale); il tenente Letterio Sciliberto che è ufficiale del gruppo di Reggio Calabria dal quale dipende il reparto di Soccorso alpino di Santo Stefano d’Aspromonte rappresentato, nell’occasione, dal militare Enrico Caira.
Il reparto di Soccorso Alpino d’Aspromonte si è insediato in Calabria nel novembre 2009 e conta, al momento, 5 militari in aliquota. In Italia, di queste stazioni operative ce ne sono solo 25, dislocate strategicamente su tutto l’arco alpino, il Gran Sasso e l’Etna.
Il reparto speciale della Gdf opera spesso soprattutto in condizioni di asperità territoriali e di isolamento logistico per la salvaguardia della vita umana in zone montane. Ecco perché i militari che vi operano, oltre ad una formazione tecnico-medica in materia di soccorso, hanno bisogno di strumentazioni come i defibrillatori semiautomatici esterni per essere efficaci e tempestivi. Basti considerare che se si interviene entro dieci minuti dall’arresto cardiaco si può salvare una vita; se lo si fa entro 5, si evitano anche danni celebrali.
Nel caso specifico dello strumento consegnato ieri al Soccorso Alpino è esso stesso a monitorare le condizioni del paziente cui esso è collegato attraverso dei conduttori che mandano impulsi elettrici dalle piastre sistemate sul torace. È poi lo schermo a cristalli liquidi presente sul defibrillatore a suggerire all’operatore se è il caso (o meno) di azionare la scossa elettrica per la rianimazione dell’individuo da soccorrere.
«Con questo progetto – ha spiegato il presidente del Consiglio provinciale Benedetto Proto – cerchiamo di prevenire una delle cause principali delle morti per arresto cardiaco: la mancata tempestività dei soccorsi». «Sebbene l’Ente intermedio avesse assegnato al Comando provinciale lo strumento – ha spiegato il tenente colonnello Liistro – abbiamo ritenuto più opportuno destinarlo al Soccorso Alpino d’Aspromonte, in quanto, le caratteristiche del defibrillatore esterno meglio si confanno alle esigenze di questo reparto che opera in zone impervie e difficili da raggiungere con i soccorsi». «Del resto – ha tenuto a sottolineare il capitano Mario Celso – il Soccorso Alpino d’Aspromonte ha sia una circoscrizione d’intervento ordinaria, riguardante il perimetro territoriale, che una eventuale, ossia un’area d’azione eventuale comprendente tutta la regione Calabria».
«Ciò che è avvenuto quest’oggi è un fatto davvero importante – ha concluso il tenente Letterio Sciliberto – perché la strumentazione consegnataci si è rivelata, in più di un’occasione, davvero indispensabile ed efficace per salvare delle vite umane».

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