04.07.2011 Malore fatale tra le sculture

RECOARO.La tre giorni della kermesse dedicata ai maestri della lavorazione dei metalli si è conclusa in maniera tragica.  Fiorello Dal Santo, apprezzato artista, stava lavorando  alla sua opera in ferro battuto quando si è accasciato al suolo

Zoom Foto

Recoaro. Lutto sulla seconda edizione della manifestazione “Battere il ferro”. Fiorello Dal Santo, nella fase conclusiva della tre giorni dedicata alla lavorazione del ferro, improvvisamente si è accasciato al suolo e i solleciti, quanto inutili, soccorsi non sono bastati a salvargli la vita.
Tutto è avvenuto nel giro di pochi minuti, proprio quando si stava per concludere questo evento, sotto gli occhi ammirati della gente che ha potuto vedere quanto di solito avviene nel chiuso delle officine, con la possibilità di apprezzare un gesto che appartiene più all’arte che ad un fabbro. Del resto Dal Santo era considerato a tutti gli effetti un vero artista del ferro.
Fiorello Dal Santo, di 64 anni, residente a Caltrano, era uno dei protagonisti di questa seconda edizione, che per presenza e contenuti stava prendendo quota, senza lasciare il rimpianto per il simposio internazionale delle sculture in legno, presentato nel programma di Estate Terme per quasi vent’anni. Lo sfortunato artista aveva lavorato una barra di ferro con molta rapidità e con un’azione molto energica e veloce.
“Aveva realizzato una calla – riferisce Mario Converio di Schio, artista che gli era accanto – e stava per introdurla nel forno. Proprio in quell’istante ho visto Fiorello crollare al suolo. Subito tutti noi, impegnati nella lavorazione nella rotonda di Piazza Dolomiti, gli siamo stati addosso con la presenza anche di un infermiere e abbiamo tentato la rianimazione, che si è dimostrata poco efficace. Sul posto è sopraggiunta l’unità di soccorso del Suem e durante le manovre era sembrato potesse esserci una ripresa. È stata l’illusione di un attimo.”
Dal Santo è stato, quindi, trasportato all’Ospedale di Valdagno, ormai senza vita.
Converio e Dal Santo si erano assunti l’incarico di costruire una parte di uno stemma, che andrà a decorare l’ingresso del museo dedicato alla vita del soldato.
Lo sfortunato scultore in questi giorni era stato presente e protagonista di tutte e tre le giornate di lavoro, partecipando anche alle riunioni con i colleghi. Aveva iniziato la sua attività artistica con le prime uscite, accompagnato da Converio, ed aveva una apprezzata abilità nella costruzione di cancelli, ringhiere e altro.
Questa drammatica circostanza ha fortemente colpito e addolorato tutti gli scultori, che hanno riposto i loro attrezzi, sospendendo con grande dolore la manifestazione, così drammaticamente conclusa.

Fonte: IL GIORNALE DI VICENZA

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