20.05.2011 VENETO: 150 DEFIBRILLATORI A VIGILI DEL FUOCO E CENTRALI SUEM 118

Il sistema sanitario veneto è comunemente considerato tra i migliori e più efficienti a livello nazionale e internazionale e la Regione è costantemente impegnata ad implementare le dotazioni anche sul fronte dei servizi di primo soccorso, quelli cioè in grado di salvare la vita alle persone in situazioni di assoluta emergenza. Un ulteriore passo avanti in questa direzione è stato compiuto oggi con la consegna di 120 nuovi defibrillatori automatici esterni (DAE) al Corpo dei Vigili del fuoco e alle Centrali operative 118 del Veneto. L’iniziativa si è svolta presso la sede dei Vigili del fuoco di Mestre, alla presenza del Comandante del Corpo Nazionale, Alfio Pini, e dell’assessore regionale alla protezione civile, Daniele Stival.

L’arresto cardiaco improvviso è una delle principali cause di decesso al mondo e solo nel Veneto si stima siano circa 4.500 le morti all’anno. Nell’80% dei casi l’arresto cardiaco improvviso è dovuto ad una aritmia, la fibrillazione ventricolare, e se non si interviene entro cinque minuti dall’interruzione della circolazione del sangue, le cellule cerebrali iniziano a morire per assenza di ossigeno. La tempestività dei soccorsi, quindi, è essenziale tanto quanto la possibilità di attuare la cosiddetta “catena della sopravvivenza”, che comprende, oltre all’allarme del Suem 118 e la rianimazione cardiopolmonare, anche la defibrillazione precoce, un’operazione che oggi, grazie al DAE, può essere eseguita con semplicità e in sicurezza anche da personale non sanitario opportunamente addestrato.
“Raramente gli interventi possono essere garantiti dai mezzi di pronto soccorso entro il tempo necessario per impedire che si verifichino danni irreversibili alle persone colpite da arresto cardiaco – ha spiegato il responsabile del coordinamento regionale Suem 118, Paolo Rosi – ed è pertanto necessario favorire la più capillare distribuzione dei defibrillatori tra tutti i servizi d’emergenza, come appunto i Vigili del Fuoco, prevedendo la diffusione, come in effetti sta avvenendo, anche nelle strutture pubbliche e private: alberghi, stabilimenti balneari, centri sportivi, case di riposo, aeroporti, stazioni, ecc. Il Veneto anche su questo fronte è da sempre all’avanguardia, essendo stata una delle prime Regioni a recepire la disciplina nazionale, nell’ambito del sistema di emergenza 118, dell’autorizzazione all’utilizzo del DAE e la prima a rendere obbligatoria la presenza del defibrillatore nelle ambulanze del Suem”.
Il comandante Pini, che prima di essere nominato capo del Corpo nazionale, nei ruoli di comandante di Venezia e interregionale Triveneto, è stato uno dei principali fautori della distribuzione di questi apparati ai mezzi dei Vigili del fuoco, ha affermato che “la Regione del Veneto deve essere orgogliosa dei suoi primati nel campo dell’emergenza medica. Il livello di eccellenza che ha raggiunto, anche attraverso la capacità di coinvolgimento di diversi soggetti istituzionali – ha detto –, deve essere d’esempio per altre realtà del nostro Paese che in questo settore, purtroppo, investono molto meno”. L’assessore Stival, dal canto suo, ha posto l’accento, oltre che sulla necessità di disporre di un servizio di soccorso coordinato ed efficiente, sull’importanza di svolgere insieme ai cittadini una attenta azione preventiva in campo sanitario, “senza trascurare – ha aggiunto – che in un territorio a forte vocazione turistica come il nostro, è indispensabile garantire una buona qualità delle prestazioni mediche e di soccorso”. “Stiamo, passo dopo passo, attuando il programma regionale per la diffusione della defibrillazione precoce – ha concluso Stival – e la partecipazione dei Vigili del fuoco valorizza ulteriormente questa iniziativa”.
I 120 defibrillatori sono stati così distribuiti: 30 ai Vigili del Fuoco; 12 all’Ulss n.1 di Belluno; 12 all’Ulss n. 6 di Vicenza; 12 all’Ulss n. 9 di Treviso; 17 all’Ulss n. 12 “Veneziana”; 12 all’Ulss n. 16 di Padova; 10 all’Ulss n. 18 di Rovigo; 15 all’Ulss n. 20 di Verona.

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