02.05.2011 Muore mentre corre all’ospedale

LA DISGRAZIA. Imprenditore vicentino è uscito di strada ieri mattina a Ponte Alto dopo essersi accasciato sul volante di una Bmw X5. Davide Nicola Giacomin, 44 anni, si è schiantato dopo un infarto Si stava recando al San Bortolo perché si era da poco sentito male

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La Bmw X5 è uscita di strada a Ponte Alto andando a sbattere contro il guard-rail. COLORFOTO ARTIGIANA| La vittima era andata al Lago di Garda dove aveva partecipato ad una escursione in bicicletta| l’intervento della polizia locale

Vicenza. Alcuni automobilisti lo hanno visto accasciarsi sul volante, mentre la sua Bmw X5 usciva di strada e andava a sbattere senza cenni di frenata contro il guard-rail. Davide Nicola Giacomin, 44 anni, imprenditore vicentino, è morto poco dopo, nonostante il ricovero urgente in ospedale. Era cardiopatico e un infarto lo ha stroncato.
Poche ore prima, in riva al Garda, l’avvisaglia del dramma: l’uomo si era sentito male durante un’escursione in bicicletta; aveva interpellato subito il suo medico interrompendo ogni sforzo fisico per dirigersi all’ospedale, come il dottore gli aveva indicato. Al pronto soccorso del San Bortolo, però, non ha fatto in tempo ad arrivare.
L’ESCURSIONE IN BICI. La disgrazia si è consumata ieri intorno alle 12 lungo la strada regionale 11 all’altezza di Ponte Alto, dove l’automobilista è uscito di strada. Era al volante del suv grigio della Bmw con il quale, probabilmente, si stava recando al San Bortolo per farsi controllare. Secondo una prima, parziale ricostruzione delle ultime ore di vita di Giacomin, egli aveva trascorso la mattinata nella zona del Lago di Garda dove aveva preso parte ad una escursione ciclistica. La bicicletta era una sua passione che coltivava con attenzione, consapevole dei rischi cui poteva andare incontro in quanto cardiopatico, già sottoposto ad alcuni interventi di bypass coronarico.
IL PRIMO MALORE. Ad un certo punto, durante la mattinata trascorsa in bicicletta, Davide Nicola Giacomin si è sentito male: una fitta che egli non ha affatto sottovalutato. Quando ha avvertito il dolore si è fermato subito e con il cellulare ha chiamato il suo medico per comunicargli i sintomi e per chiedere consiglio sul da farsi. Il medico, intuendo che potesse trattarsi di un problema serio, gli ha indicato di interrompere immediatamente l’attività fisica e di recarsi all’ospedale per essere sottoposto ad accertamenti.
IL RIENTRO A VICENZA. Giacomin ha seguito il consiglio che gli è stato dato: ha riposto la bici e si è messo al volante dell’auto, rientrando verso Vicenza, la sua città, dove viveva in contrà Porta Santa Lucia. La sua meta – lo si può solo intuire perché al momento non ci sono testimonianze dirette che possano confermarlo – era con ogni probabilità il pronto soccorso dell’ospedale San Bortolo dove si sarebbe fatto visitare. Ma lì Giacomin non ci è mai arrivato. Anzi sì, ma sull’autlettiga del Suem in un’ultima disperata e vana corsa per salvargli la vita.
L’INFARTO E L’INCIDENTE. Erano all’incirca le 12 quando la sua Bmw X5 è uscita di strada all’altezza del cavalcavia di Ponte Alto, lungo la Regionale 11. Stando a quanto ricostruito dagli agenti della polizia locale, intervenuti per i rilievi, alcuni automobilisti avrebbero notato l’uomo accasciarsi sul volante, mentre la vettura si dirigeva fuori dalla carreggiata stradale e, senza che ci fosse alcun tentativo di frenata, andava a schiantarsi contro il guard-rail. Evidentemente era stato un secondo malore a far perdere a Giacomin il controllo dell’auto.
L’ULTIMA CORSA E IL DECESSO. Immediato è scattato l’allarme alla centrale operativa del 118 e alle forze dell’ordine. A Ponte Alto si sono precipitati in pochi minuti un’ambulanza del Suem, una pattuglia della polizia locale e anche una delle volanti della polizia di Stato. Il medico ha cercato di intervenire sul luogo dell’incidente nell’estremo tentativo di salvare la vita all’automobilista. Poi l’ambulanza è rientrata urgentemente al San Bortolo in un’ultima disperata corsa, ma per Davide Nicola Giacomin non c’è stato nulla da fare. Quel secondo malore gli è stato fatale e i medici del San Bortolo non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Fonte: IL GIORNALE DI VICENZA

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