07.04.2011 Sport e salute: nei centri sportivi arriva il defibrillatore «intelligente»

Già sistemate 23 macchine, che decidono da sole l’intensità delle scariche. Al via la formazione nelle scuole

Pronto soccorso. Presto apparecchi anche nei metrò

MILANO – Un arresto cardiaco. Il tempo dell’arrivo dell’ambulanza potrebbe anche essere fatale. La soluzione esiste. Si rompe un vetro, come quelli anti-incendio. Si prende il defibrillatore «intelligente» e si effettua il primo soccorso. La scarica elettrica salvavita è decisa dal piccolo apparecchio e chiunque può utilizzarlo.
I primi 23 defibrillatori «intelligenti» Schiller, commercializzati in Italia dalla CFI Progetti, sono destinati ad altrettanti centri sportivi dall’assessorato alla Salute del Comune di Milano. Il perché, al taglio del nastro virtuale presso la storica piscina Cozzi, lo spiega l’assessore Giampaolo Landi: «Sono proprio i luoghi dove si pratica esercizio fisico, e dove per antonomasia si dovrebbe essere in perfetta forma, quelli a più alta incidenza di arresti cardiaci. Circa il 3-5% dei 73.000 casi italiani annuali. Per questo oltre alla prevenzione bisogna dotare i centri sportivi di questi presidi salvavita».
Ma sono anche le prove generali per l’Expo 2015, quando probabilmente il capoluogo lombardo sarà percorso da oltre 30 milioni di visitatori. Sarà allora fondamentale avere defibrillatori nelle stazioni del metrò, nei musei, nelle scuole. E ancora più importante sarà avere una diffusa cultura del soccorso tra i cittadini. Spaccare il vetro (attivando il 118 che invia i soccorsi) e agire, senza timori. Senza restare a guardare impotenti. O addirittura far finta di niente.

Una scarica e la vita torna a battere in quel corpo immobile che all’improvviso è possibile trovarsi davanti. L’atleta in pista o in piscina, il turista per l’emozione di trovarsi di fronte al Cenacolo Vinciano, il globe trotter dell’Expo.
In generale, al di là dello sport, il blocco improvviso del cuore in Italia arriva a colpire, per varie cause, una persona ogni mille abitanti all’anno. Con una sopravvivenza del 3%. Nei Paesi in cui è diffusa la defibrillazione precoce la sopravvivenza tocca il 50%. Milano, assicura Landi, vuole allinearsi a questi Paesi. Si parte da 65 defibrillatori e dalla formazione, anche nelle scuole. Addestrati a ridare la vita in 5 minuti.

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