05.04.2011 VINCENZO LEONZI: «COSÌ HO SALVATO LA VITA DI OSCAR ZARDO» Parla il massaggiatore dell’Hatria che durante la sfida fra rossoverdi ed Ortygia ha salvato la vita del difensore argentino, per ben due volte in arresto cardiaco


Sul filo dei secondi. Sarebbe bastato solo qualche istante in più: staremmo parlando di una tragedia. Ed è proprio ad un filo, a farci caso, al quale può essere attaccata una vita. Angeli. Li chiamano così. Chi l’immagina con piccole ali ed una tunica bianca, beh, è davvero fuori strada. Infatti, sono fra di noi. Ma le loro vesti possono essere ben diverse dall’usuale. Da domenica pomeriggio, Oscar Zardo, difensore argentino dell’Hatria, sa di averne uno: il suo massaggiatore, Vincenzo Leonzi.

Sta per scadere il primo tempo della sfida fra Ortygia e la formazione rossoverde, quando all’improvviso Zardo si accascia al suolo, esanime. Nel frattempo, Leonzi è lì sui bordi del terreno di gioco che si preoccupa di aiutare il suo collega, sprovvisto di ghiaccio ed impegnato a soccorrere un giocatore della sua squadra.

Sono le stesse parole dello massaggiatore atriano a descrivere la grande tensione del momento: «Ero indaffarato ad assistere un giocatore dell’Ortygia, quando ad un certo punto ho sentito esclamare: “Lascia tutto, corri qui!”. Ho visto il povero Oscar a terra con la bocca serrata e gli occhi sbarrati, con la testa reclinata sulla destra. Non mi sono fatto assalire dal panico e, dopo pochi istanti, ho provveduto ad aprirgli la bocca: la mandibola sembrava di pietra e, quando sono riuscito a muoverla, sono anche stato morso! Ciononostante, ho provveduto ad effettuare le prime manovre di soccorso, quando Zardo sembrava riprendersi. Il peggio sembrava passato, quando ecco che è sopraggiunta un’altra crisi. Il polso era assente, quindi, sono stato costretto ad operare un nuovo massaggio cardiaco insieme alle prime operazioni di BLS (Basic Life Support – Supporto di base alle funzioni vitali). Il ragazzo, così, si è ripreso ed abbiamo potuto attendere, insieme al medico sociale dell’Ortygia, l’arrivo dell’ambulanza dall’ospedale di Avezzano».

L’ambulanza, è bene segnalarlo, avrebbe dovuto trovarsi in loco, ma la concomitanza con un altro evento non ha, di fatto, consentito che il mezzo si trovasse sul posto. L’applicazione letterale del regolamento, ora, prevedrebbe l’ammenda di cinquanta euro all’Ortygia. Una punizione che, a conti fatti, fa storcere il muso pensando che si è rischiato di mettere a repentaglio una vita umana se l’intervento del massaggiatore non fosse stato tempestivo, così come quello del mezzo per il primo soccorso. prosegue Leonzi

«Ovviamente non voglio arrogarmi tutti i meriti del caso –  prosegue Leonzi  – devo dire che l’appoggio della società ospitante è stato pronto ed immediato. Il medico sociale mi ha assistito ed il presidente Urbano De Benedictis si è prodigato affinché intervenisse un elicottero da L’Aquila. Nel giro di breve tempo, fortunatamente, è arrivata l’ambulanza da Avezzano, grazie alla quale siamo riusciti a portare il ragazzo presso la struttura ed effettuare tutti gli esami del caso: è stato messo sotto flebo e sottoposto ad elettroencefalogramma, elettrocardiogramma, ecografia ed altri accertamenti, i quali hanno evidenziato come il ragazzo si fosse ben ripreso. Si suppone che una stimolazione del nervo vago (così come spesso accade ai pugili) abbia causato questi effetti. Oscar, per fortuna, è un ragazzo forte ed ha resistito alla grande!».

Dunque, gli eventi di Ortucchio riaprono il dibattito sulle reali condizioni di sicurezza per i giocatori in campo e gli spettatori in tribuna. Troppe, tante volte si è segnalata la grave e colpevole mancanza di mezzi atti alla garanzia delle più basilari norme di sicurezza. Tuttavia, la Federazione non ha mancato di porvi rimedio, prevedendo nel suo regolamento una norma che disciplini la frequentazione obbligatoria di corsi di BLS e primo soccorso per almeno due dirigenti di ogni squadra. Una condizione, questa, che potrebbe ovviare a queste situazioni d’emergenza. «Un’eventualità auspicabile – commenta Vincenzo Leonzi – ed una soluzione necessaria per far sì che circostanze come quelle che hanno colpito Zardo non accadano più». In gioco non c’è solo una vita.

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