19.03.2011 Padova. Ragazzo di 16 anni trovato morto dalla mamma nel bagno di casa

Riccardo Galante aveva lasciato la pallanuoto per il calcio a 5
a Cadoneghe e quest’anno sarebbe diventato portiere titolare

di Marco Aldighieri e Cesare Arcolini

PADOVA – A soli sedici anni un malore lo ha strappato alla vita. A trovarlo, morto sul pavimento del bagno, è stata la mamma nel tardo pomeriggio di ieri. Disperata ha provato a rianimarlo. Ha chiamato il Suem 118. Un’ambulanza dopo pochi minuti è arrivata in via Leonati 8 in zona Plebiscito a Padova. I medici hanno effettuato il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale, ma per Riccardo Galante non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono giunti anche gli agenti della sezione Volanti e il medico legale.

Solo nei prossimi giorni l’autopsia sul corpo del giovanissimo Riccardo, potrà fare luce sulla causa del decesso. L’unica certezza è che Riccardo Galante era un amante dello sport, un atleta. Dopo avere giocato a pallanuoto con il Plebiscito, ultimamente aveva intrapreso come portiere la disciplina del calcio a cinque. È sconvolto infatti lo staff dirigenziale del Real Cadoneghe di calcetto. Al palasport Olof Palme, la notizia dell’improvvisa tragedia ha gettato nella disperazione il presidente Lucio Valso, il direttore sportivo e allenatore Tiziano Gianese. «Ho visto l’ultima volta Riccardo Galante giovedì sera all’allenamento – ha raccontato il tecnico -. Stava bene. Era felice della sua nuova avventura sportiva. Non posso credere che sia morto». Riccardo al momento era il terzo portiere della squadra juniores, il prossimo anno sarebbe stato titolare. Giocava a calcio a 5 dallo scorso dicembre.

«Un nostro tesserato – ha detto il presidente Lucio Valso – l’ha convinto a lasciare la pallanuoto e a venire da noi. Mi dicono che Riccardo nella precedente attività sportiva fosse formidabile. Fu convocato persino nelle nazionali giovanili. Ora però si era stancato della precedente attività e voleva trovare nuovi stimoli». Il ritratto di Riccardo: “Lo conoscevamo da pochi mesi, ma abbiamo subito trovato in lui un ragazzo serio, allegro, che non ha avuto difficoltà ad interagire con il resto del gruppo. Ogni volta che veniva al campo sorrideva, faceva battute e riusciva a trasmetterci allegria. É assurdo che un ragazzo così pieno di vita adesso non sia più tra noi». La notizia della tragedia ha sconvolto anche il primo cittadino di Cadoneghe, Mirco Gastaldon: «Sono vicino ai suoi familiari in un momento così difficile della loro esistenza».

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