02.12.2010 Giallo nell’ex centrale nucleare, durante un’ispezione muore geometra

Il corpo del 56enne Antonio Chiefalo, dipendente di
una ditta esterna è rimasto a terra oltre sei ore

La sfera all’interno del quale era situato il reattore della centraleLa sfera all’interno
del quale era situato il reattore della centrale

 

CASERTA — Un geometra 56enne muore all’interno della centrale nucleare di Sessa Aurunca. Un alone di mistero avvolge, ancora, la vicenda che prende avvio ieri, mercoledì mattina, intorno alle dieci. Antonio Chiefalo, originario di Lamezia Terme (in provincia di Catanzaro) ma da anni residente a Napoli ha perso la vita mentre ispezionava un cantiere all’interno della struttura gestita dalla Sogin (la società per la gestione degli impianti nucleari). Il corpo del tecnico — in servizio presso una società esterna alla Sogin— rimarrà a terra oltre sei ore. Chiefalo era giunto ieri mattina sulla centrale dismessa di Sessa Aurunca per verificare i lavori di costruzione di un laboratorio-officina del tipo caldo. Si tratta di strutture entro le quali si possono riparare o verificare attrezzature o macchinari contaminati. Il geometra pochi minuti dopo l’arrivo nell’impianto si sarebbe accasciato al suolo. Altri lavoratori presenti sul posto avrebbero chiesto l’intervento del personale dell’infermeria che avrebbe attuato tutte le azioni necessarie per la rianimazione. Poco tempo dopo, sul posto, giungeva anche un’ambulanza del pronto soccorso. I medici si sarebbero limitati solo a constatare la morte del tecnico, senza tuttavia rilasciare alcun referto.

Così il cadavere del 56enne rimaneva a terra per diverse ore. Solo più tardi, intorno alle quattro del pomeriggio, dopo l’arrivo del magistrato di turno, la salma è stata prelevata e consegnata ai familiari che erano giunti sul luogo del decesso poco prima di mezzogiorno. I lavori per la realizzazione dell’officina calda interessano un’area non controllata. Quindi un’area dove tutto il personale all’interno della struttura nucleare potrebbe avere accesso senza particolari controlli. La morte dell’uomo, secondo alcune indiscrezioni raccolte sul posto, sarebbe da attribuire a un infarto che in pochi istanti avrebbe ucciso il 56enne. La centrale del Garigliano sorge in un’ansa del fiume Garigliano, nel comune di Sessa Aurunca.

L’impianto, di tipo Bwr, fu costruito tra il 1960 e il 1963 dalla General Electric su commissione della Senn (Società Elettro Nucleare Nazionale) del gruppo Iri-Finelettrica. Il reattore raggiunse la prima criticità il 5 giugno 1963. Nel 1978 venne fermato a causa di un guasto tecnico a un generatore di vapore secondario. Il programma predisposto da Sogin punta al totale smantellamento dell’impianto e al ripristino ambientale dell’area entro il 2016.

Fonte: CORRIERE DELLA SERA

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