9.11.2010 Muore d’infarto sul lavoro a 40 anni operaio Piaggio

Muore dinfarto sul lavoro a 40 anni operaio Piaggio

PONTEDERA. Lo hanno visto perdere i sensi mentre stava sorseggiando un caffè, nella pausa pranzo, dopo aver consumato un pasto alla mensa aziendale. Gli è caduto il bicchierino di plastica dalle mani. È caduto pure lui: così è morto, probabilmente per un infarto, Sandro Cappelli, collaudatore Piaggio, di 40 anni. Quella scena è avvenuta a due passi dalla moglie, anche lei dipendente Piaggio. Erano da poco passate le 12 quando i suoi colleghi del reparto “3R” hanno dato l’allarme.

Sandro Cappelli si stava riposando in una delle isolette realizzate all’interno dei reparti: c’è qualche panchina, un distributore di bevande, l’area per fumare una sigaretta. Beveva un caffè e s’è accasciato. Il primo tentativo di soccorso lo ha effettuato proprio un suo compagno di lavoro, il quale fa il vigile del fuoco volontario e ha il brevetto di soccorritore. Il collega ha tentato di rianimarlo, gli ha praticato un massaggio cardiaco. Poi ci hanno provato gli infermieri interni all’azienda. La situazione è apparsa subito grave ai soccorritori: tutti i tentativi che sono stati fatti in attesa dell’arrivo dell’ambulanza della centrale del 118 non hanno dato alcun risultato. Intanto l’intero reparto era rimasto vuoto. L’azienda ha quindi deciso di mandare a casa tutti i 160 colleghi di Sandro Cappelli e di sua moglie.

Non si poteva continuare ad assemblare pezzi mentre i medici del pronto soccorso stavano facendo tutti i tentativi possibili per rianimare Sandro. Era ingiusto e anche sbagliato, continuare a lavorare, coi medici che pochi metri più in là stavano cercando di animare quel loro commpagno di lavoro. O anche dopo, quando sono arrivate le forze dell’ordine per i controlli. Sandro è stato intubato, hanno provato con un altro massaggio cardiaco. Ma tutto questo non è servito a niente. È morto lì, sul posto di lavoro. A poca distanza dalla moglie, Petronela Scurtu, 36 anni, rumena, che lavora nello stabilimento della Vespa. Quando ha capito quel che era accaduto, è stata colta da malore ed è stata soccorsa in infermeria.

Insieme a Sandro avevano messo su famiglia da alcuni anni: una casa in via Yuri Gagarin nella frazione pontederese del Romito, un figlio, arrivato a allietare la loro unione, tre anni fa. Sandro Cappelli era uno sportivo. Aveva fatto, da ragazzo, anche il pugile. Negli ultimi tempi si era dato al podismo. Anche a buoni livelli. Alla Piaggio era arrivato nel 1995, prima con un contratto a termine – poi fisso – quando aveva deciso di lasciare gli studi: dopo la maturità scientifica si era iscritto alla facoltà di ingegneria, ma aveva insistito solo per un anno. Nel reparto dove si è verificata la tragedia sono intervenuti, oltre ai soccorritori, anche le forze dell’ordine: il magistrato incaricato del caso, non ha disposto l’autopsia.

Non era necessario. Che le cause del decesso fossero legate all’arresto cardiaco improvviso, lo hanno verificato i medici, da subito. Per questo ha autorizzato la restituzione della salma alla famiglia. I funerali di Sandro Cappelli saranno celebrati domani pomeriggio alle 15 nella chiesa del Romito.

Fonte: IL TIRRENO

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