LA 1° GIORNATA SULLA SICUREZZA NELLO SPORT:  9 FEBBRAIO UN REGALO AD ALE

E’ stata scelta la data di nascita di Alessandro Bini e non quella della morte, per la prima giornata regionale
della  sicurezza  nello  sport.  “Perché  il  9  febbraio  diventi  –  ha  spiegato  il  presidente  dell’Associazione
Alessandro Bini, –  il giorno del fare”. E su cosa fare per rendere più sicuri  i nostri  impianti sportivi, è stata
organizzata nei locali dell’ex spazio Gil, nel cuore di Trastevere, una tavola rotonda. Promossa dalla Regione
Lazio,  in base alla  legge  regionale 11/2009, ha  visto  la presenza delle massime  istituzioni della politica e
dello  sport,  coadiuvate  dall’  Associazione  Alessandro  Bini  per  la  sicurezza  nello  sport  onlus  e  dalla
Fondazione Giorgio Castelli onlus.
Ad  inaugurare  il meeting  è  stata  l’Assessore  alla  cultura,  allo  spettacolo e  allo  sport della Regione  Lazio,
Giulia Rodano: “In pochi mesi abbiamo  reso operativa  la  legge  regionale 11 del 2009 sulla sicurezza nello
sport e per questo ringrazio le istituzioni tutte. Ma il senso della legge è più ampio. L’obiettivo è di costruire
una cultura della sicurezza che non vuol dire solo applicare la legge 626 ma molto di più, ossia garantire una
sicurezza a 360 gradi perché  i  ragazzi devono essere  tutelati”. L’assessore ha  illustrato  i  risultati di questi
mesi  di  lavoro:  “Ci  siamo  resi  conto  che  sul  tema  c’è  una  consapevolezza,  il  bando  ha  avuto  successo  e
abbiamo potuto per il momento effettuare interventi di piccola sicurezza. Sono stati finanziati 100 impianti.
Altre note positive sono stati i bandi per le scuole che hanno elaborato diversi progetti per uno sport sicuro
e infine il lavoro della Consulta per un censimento degli impianti sportivi del Lazio”.
Dello stesso avviso è stato il primo firmatario della legge sulla sicurezza nello sport, il consigliere regionale
Enzo Foschi: “Questa legge nasce dalla rabbia e dal dolore. Lo sport deve entrare nel dna delle scelte delle
istituzioni. Troppo spesso si guarda se l’impianto è in erba sintetica, si guarda alla sola estetica ma non alla
sicurezza. La  legge regionale è stato un primo mattone ma noi vogliamo costruire  la casa. Bisogna dunque
andare  avanti.  È  stata  una  legge  bipartisan  approvata  all’unanimità  e  questo  fa  ben  sperare.  Chiunque
vincerà le prossime elezioni regionali continuerà la strada tracciata. Da lì non si torna indietro. Le istituzioni
dello sport devono fare un salto di qualità e la sicurezza deve essere il presupposto su cui ragionare”.
Patrizia Prestipino, assessore alla Provincia di Roma per le politiche del turismo, dello sport e delle attività
giovanili,  ha  chiesto  un  impegno  concreto  da  parte  di  tutti:  “Le morti  di  Alessandro  e  di Giorgio  hanno
scosso  le nostre coscienze. Come diceva  il senatore a vita Giulio Andreotti, se una coscienza c’è e rimorde
allora bisogna agire. La Regione Lazio è stata capofila in questo. Sono stati fatti tanti passi in avanti ma non
vanno  occultate  le  cose  brutte,  affinché  non  accadano  più  tragedie  simili.  Dobbiamo  farlo  nel  nome  di
Alessandro e di Giorgio”.
Anche  il  Comune  di  Roma  è  sceso  in  campo  per  la  sicurezza,  come  ha  sottolineato  Alessandro  Cochi,
consigliere delegato allo sport del Campidoglio: “Ezra Puond diceva che l’unica cultura che riconosceva era
quella delle  idee che diventavano azioni. Di azioni concrete  il Comune di Roma ne sta portando avanti, a
cominciare dall’approvazione da parte della Giunta Comunale del progetto per  la  realizzazione del Piano
regolatore per gli impianti sportivi di Roma. La mappatura dell’impiantistica di base e di vertice, pubblica e
privata,  è  solo  l’inizio.  Bisogna  alzare  il  livello  della  prevenzione  senza  mai  risparmiare  sulla  sicurezza.
Teniamo  sempre  presente  la  salute  dei  nostri  ragazzi,  prendiamoci  le  nostre  responsabilità,  pensiamo  al
compleanno di Alessandro e cerchiamo tutti di svolgere al meglio il nostro compito”.
Incisivo l’intervento di Alessandro Palazzotti, presidente del Coni Regionale: “Spesso e volentieri c’è troppa
superficialità e trascuratezza nella gestione degli  impianti sportivi. Occorre sensibilizzare. Bisogna  lavorare
insieme, solo così si riuscirà a gestire le situazioni di pericolo. Ma servono anche passi concreti. Ad esempio,
si potrebbe inserire un modulo sulla formazione e sulla sicurezza nei corsi per diventare allenatore e come
condizione necessaria per conseguire il patentino”. Palazzotti ha concluso con un monito: “Esaurita la fase
della formazione non bisognerà abbassare la guardia. Mai”.
L’assessore allo sport della Provincia di Rieti, Francesco Tancredi ha sottolineato: “La sicurezza passa anche
attraverso  una  visita  medico  sportiva  certificata  con  esami  approfonditi.  La  semplice  visita  non  basta,
servono  esami  specifici  e  approfonditi  che  possano  permettere  di  rilevare  eventuali  anomalie.  E  ancora:
serve personale in grado di saper intervenire e poter usare il defibrillatore”.
Delia  Santalucia,  mamma  di  Alessandro  Bini  e  presidente  dell’omonima  Associazione,  ha  invitato  le
istituzioni a proseguire il lavoro svolto insieme in questi due anni, partendo dalla spiegazione sul perché sia
stato  scelto  il  9  febbraio  per  la  giornata  sulla  sicurezza  nello  sport:  “La  Regione  inizialmente  ci  aveva
proposto il 2 (il giorno del 2008 in cui si consumò la tragedia del Sant’Anna). Noi invece abbiamo proposto il
9,  la  data  di  nascita  di  mio  figlio,  perché  questa  possa  essere  la  giornata  del  fare,  del  proporre  e  del
mantenere  le promesse. Perché  lo  sport è vita e  facciamo che  la vita prevalga  sempre. Un plauso va alla Regione Lazio per aver  stanziato 500 mila euro con cui è  stato possibile effettuare  interventi di messa  in
sicurezza per quasi 100  impianti. Spero che nel 2010  la Regione stanzi ulteriori fondi per  la sicurezza delle
strutture  sia  pubbliche  che  private”. Ma molto  c’è  ancora  da  fare:  “Voglio  soprattutto  sensibilizzare  le
istituzioni affinché vengano fissate regole ferree e predisposti controlli adeguati. Sono ancora tanti, troppi
gli impianti non a norma”. Lo dimostra un filmato realizzato dall’ Associazione Alessandro Bini e proiettato
durante il meeting. Una carrellata di immagini di impianti di Roma e del Lazio che fanno riflettere su come
ci sia ancora molto da  lavorare sul fronte della sicurezza: “Purtroppo – ha ricorda Delia Santalucia ‐ anche
dopo  la morte di Alessandro  tanti sono stati gli  incidenti più o meno gravi che hanno colpito  ragazzi non
solo del Lazio,  ricordo Ciro Tozzi che come Alessandro ha perduto  la vita, Federico Farcomeni,  , Giovanni
Dell’Aguzzo,  Simone  Bianchi  che  hanno  avuto  la  fortuna  di  ritornare  a  giocare  e  Massimo  Caccia,  il
trentaquattrenne di Gandino  infortunatosi  sabato 23 gennaio durante  l’incontro di  calcio  che metteva di
fronte, sul campo dell’Oratorio di Vall’Alta, la formazione locale “B” e l’Oratorio Gandino. Massimo Caccia,
marito  e  papà  di  una  bambina  di  appena  4  anni,  ha  sbattuto  la  testa  con  violenza  contro  il muro  che
delimita  il  campo, è  ricoverato nel  reparto di Terapia  intensiva di neurochirurgia degli Ospedali Riuniti di
Bergamo  dove  sta  lottando  tra  la  vita  e  la  morte  da  15  giorni”.  Poi,  Delia  ha  posto  l’accento  su  una
questione strettamente legata alla sicurezza nello sport: “Si parla spesso di etica sportiva. Ma questa non fa
ancora parte della nostra cultura. Come ricorda spesso Barbara Benedetti, segretario del settore giovanile
scolastico della Figc, il sogno sarebbe quello di togliere un giorno le barriere, causa spesso di incidenti, che
separano gli spettatori dai giocatori. Con una maggiore etica sportiva verrebbe meno la violenza”.
Vincenzo Castelli padre di Giorgio ‐ morto il 24 febbraio 2006 mentre si allenava sul campo del Tor Sapienza
‐ e  responsabile dell’omonima  fondazione ha  ricordato: “Tanta  strada è  stata  fatta.  Il Lazio  si è dotato di
una legge sulla sicurezza. La nostra è una regione all’avanguardia sotto questo punto di vista. Ma la legge va
riempita  di  contenuti  con  l’aiuto  delle  associazioni  e  delle  istituzioni.  Aiutateci  a  realizzare  un  sogno,
rendiamo  lo  sport  più  sicuro.  In  caso  di  arresto  cardiaco,  la  lotta  è  contro  i  secondi. Nel  40%  dei  casi  il
defibrillatore  salva  la  vita.  Dal  2006,  come  dati  ufficiosi,  sono  stati  riscontrati  220  decessi  in  ambito
sportivo. Nessuno di questi è stato defibrillato entro i primi dieci minuti. La metà si sarebbe potuta salvare”.
La Fondazione Giorgio Castelli sino ad oggi ha formato oltre 3000 gli operatori laici all’uso del defibrillatore.
Significative sono state le dimostrazione pratiche sull’uso dei defibrillatori e sulle manovre di rianimazione
in  caso  di  arresto  cardiaco,  realizzate  dagli  operatori  dell’  Ares  118.  All’interno  del  convegno  sono  stati
inoltre  dedicati  spazi  espositivi  all’attività  dell’Associazione  Alessandro  Bini,  della  Fondazione  Giorgio
Castelli,di  Ares  118,  del  Coni  Lazio,  del  Cip  Regionale,  di  Anif  Lazio,  di  Ags  Confsport  e  delle  aziende
specializzate nella sicurezza dello sport.
Importante è anche l’impegno dell’Agenzia Regionale dello Sport, come ha ricordato il suo direttore, Cecilia
D’Angelo: “Abbiamo  iniziato  insieme al Coni Nazionale, a quello Regionale e a Coni Servizi un censimento
degli impianti sportivi. L’obiettivo è quello di creare una banca dati in cui siano inseriti per ciascun impianto
dati  anagrafici  tecnici,  riferimenti  alle  omologazioni  e  tutto  ciò  che  riguarda  la  gestione  e  la  sicurezza
dell’impianto. Sarà possibile monitorare gli  impianti di  tutta  la Regione per evidenziare dove  sono,  come
sono collocati e quali e quanti  investimenti servono per essere a norma”. Nel corso della tavola rotonda è
stato  presentato  il  volume  “W  lo  sport,  sicuro! Buone  pratiche  per  la  gestione  in  sicurezza  delle  attività
sportive” realizzato dalla direzione regionale beni e attività culturali e sport e il progetto“impianti a misura
di sport promosso dalla Regione Lazio attraverso l’Agensport.
Al meeting è stata presente anche la A.S. Roma con suo responsabile organizzativo, Tonino Tempestilli, che
ha detto: “Abbiamo tutti dei figli e per loro saremmo disposti a tutto. Dobbiamo continuare a fare sempre
qualcosa  in  più  per  la  sicurezza.  Non  dobbiamo  mai  dimenticarlo”.  Il  responsabile  giallorosso  è  stato
chiamato  in  causa  dalla  presidente  dell’Associazione  Alessandro  Bini  sul  tema  delle  affiliazioni  rilasciate
dalle società blasonate “Spesso‐ ricorda Delia Santalucia Bini ‐  le affiliazioni vengono rilasciate con troppa
facilità ad  impianti non a norma”. Prima di premiare  le dodici scuole vincitrici del bando predisposto dalla
Regione Lazio, proprio sulla sicurezza nello sport, è stato proiettato un video realizzato dal settore giovanile
scolastico della Figc dal titolo “I valori scendono in campo” dedicato a Giorgio e Alessandro. Il video è stato
distribuito  in oltre 200  scuole  che prendono parte al progetto della Figc  s.g.s. proprio per  sensibilizzare  i
ragazzi ad una cultura sportiva all’insegna del rispetto e della sicurezza.

Fonte: www.associazionealessandrobini.org

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • Inserisci la tua mail per seguire il blog e ricevere le notifiche dei nuovi post.

    Segui assieme ad altri 4 follower

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: