E gli studenti imparano come si salva una vita

Imparare a salvare una vita usando correttamente le tecniche di rianimazione cardiopolmonare.
Nasce con questo scopo il progetto «Sai salvare una vita», promosso dal Rotaract Club di Parma, che, martedì 27 e mercoledì 28 aprile, permetterà a circa 90 studenti del Liceo Classico ed Europeo Maria Luigia di apprendere correttamente le manovre da mettere in pratica nel caso di arresto cardiaco improvviso.
«Ogni anno, in Italia, quasi sessantamila persone muoiono per arresto cardiaco – ha spiegato Antonio Procopio, presidente del Rotaract Club Parma, presente all’incontro con Alessandro Canovi, rappresentante del distretto 2070, e Stefano Spagnamusso, delegato del Rotary per Rotaract – solo il 2 per cento riesce ad essere assistito in maniera corretta ed efficace. Perché non tutti sanno che, per sopravvivere, è necessario intervenire nei primi tre minuti. Per questo ci è sembrato opportuno proporre questo progetto ai giovani, che, aiutati dai volontari del Seirs, potranno esercitarsi ed imparare ad agire in modo tempestivo in caso di necessità».
Nelle giornate di martedì e mercoledì agli studenti verrà fornito un kit, prodotto dalla Laerdal, denominato «Mini Anne», dotato di un manichino a mezzo busto su cui i ragazzi impareranno ad effettuare le pressioni cardiache e la respirazione bocca a bocca, supportati da un dvd di spiegazione.
«E’ un progetto molto importante che abbiamo scelto di patrocinare – ha sottolineato Fabrizio Pallini, delegato dal sindaco alla sanità politiche per la salute del Comune di Parma – proprio perché lo riteniamo fondamentale per educare all’emergenza le giovani generazioni, magari aiutando anche a sviluppare un senso di solidarietà e disponibilità ad aiutare chi si trova in difficoltà improvvisa».
I ragazzi, seguiti da Maura Tartaglione, docente di educazione fisica del Maria Luigia, apprenderanno le corrette tecniche di rianimazione aiutati dai volontari del Seirs, Luigi Iannaccone e Michaela Giurgi.
«Un arresto cardiaco può verificarsi per tante cause – ha spiegato Iannaccone – bisogna tenere presente che, sapere cosa fare e come comportarsi in tale circostanza, può salvare una vita. L’unica terapia efficace in questi casi è sicuramente la defibrillazione, ma abbinata ad una corretta rianimazione cardiopolmonare: per questo è dovere di tutti conoscere ed attivare l’insieme delle azioni da svolgere tempestivamente, anche per far sì che si non subiscano danni cerebrali che spesso, purtroppo, riportano le persone colpite da arresto cardiaco perché soccorse in maniera poco corretta».

Fonte: GAZZETTA di PARMA

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